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Fedor Emelianenko e l’amaro sapore della SCONFITTA!

categoryBenessere Mentale, Un po' di tutto... :-)categoryMark Cannelli

Fedor Emelianenko e lamaro sapore della SCONFITTA!

Fedor Emelianenko è quell’omone che nella foto qua sopra sta mangiando un paio di bei gelati…ovvio che nella vita non è che faccia solo questo! Fedor Emelianenko e lamaro sapore della SCONFITTA!

Anzi, a dispetto dell’immagine scherzosa che ho scelto per questo articolo, in realtà Fedor Emelianenko è il più temibile e terribile lottatore di arti marziali miste di tutti i tempi!

…Anche se sabato scorso (26 Giugno 2010) ha perso per la prima volta nella sua lunga carriera.

Detto questo, facciamo un bel po’ di passi indietro così ti saranno chiare molte più cose e sopratutto il senso di questo mio particolare articolo! Seguimi! Fedor Emelianenko e lamaro sapore della SCONFITTA!

Le arti marziali miste (in genere abbreviate nella sigla MMA) – da non confondersi assolutamente col wrestling americano – sono una recente disciplina da combattimento (quasi) senza esclusione di colpi.

Le MMA sono un’evoluzione del valetudo brasiliano (“vale tudo” in portoghese significa “vale tutto”), disciplina da combattimento con regole quasi inesistenti che nacque col preciso scopo di confrontare diversi stili e tecniche di combattimento per comprendere quali erano i più efficaci.

Col passare del tempo, il valetudo brasiliano si è trasformato in una vera e propria disciplina sportiva regolamentata: le moderne MMA.

Sicuramente, in un futuro articolo, scenderò più nei dettagli della storia delle arti marziali miste. Per adesso, ti basti sapere che le mazzate che si danno e si ricevono in questo tipo di competizioni sono REALI e fanno MALE! Fedor Emelianenko e lamaro sapore della SCONFITTA!

Piccola (importante) nota prima di proseguire: non pensare assolutamente che si tratti di una disciplina grezza e con poco “stile”.

…Infatti, per eccellere nelle MMA, è richiesto un altissimo grado di preparazione tecnica e una performance fisica a dir poco mostruosa. Non solo forza, ma anche e sopratutto: fiato (tantissimo!), agilità, esplosività, scioltezza, coordinazione motoria, eccetera.

Fatte queste necesarie premesse, veniamo a Fedor Emelianenko e alla sua primissima sconfitta. Fedor è un lottatore di origini russe soprannominato “The Last Emperor” (l’Ultimo Imperatore) e fino a sabato scorso è stato l’indiscusso numero 1 dei pesi massimi delle MMA.

In futuro ho intenzione di dedicare un articolo specifico a questo campione, per ora ti basti sapere che Fedor Emelianenko è uno degli atleti più tecnici e micidiali di tutto il panorama mondiale delle arti marziali miste: velocissimo, imprevedibile, esplosivo, agile ed estremamente tecnico sia in piedi che a terra.

E’ “on the road” da circa 10 anni e fino a ora  non aveva mai subito sconfitte. Cliccando qui puoi trovare tutti i suoi incontri con i risultati.

A dire il vero, una sconfitta l’ha subita nel 12/22/2000 a opera di Tsuyoshi Kosaka. Tuttavia in molti (me compreso) non tendono a vederla come una vera sconfitta, in quanto il match fu interrotto per un taglio accidentale a pochissimi secondi dall’inizio del primo round.

…In ogni caso, 5 anni dopo, Emelianenko “vendicò” la (pseudo) disfatta subita da Kosaka infliggendogli una sonora ed eclatante sconfitta.

Sabato scorso Fedor ha combattuto contro Fabricio Werdum ed è successo quello che nessuno avrebbe MAI immaginato: Emelianenko ha perso! E questa volta non ci sono “scuse” come successe, la prima volta, contro Kosaka.

La sconfitta è stata rapida, netta e bruciante! Qua in basso puoi vedere il video dell’incontro (che si è svolto nell’ambito dell’organizzazione Strikeforce ):

Se anche tu, come il 99,99999999% degli italiani, non sai nulla di MMA e hai visto solo un groviglio di corpi senza comprendere perché Fedor Emelianenko ha perso, allora ti spiego in poche parole cosa è successo. Seguimi. Fedor Emelianenko e lamaro sapore della SCONFITTA!

Al primo scambio di colpi Werdum è stato “incrociato” da Emelianenko ed è finito a terra. A sua volta, quest’ultimo ha provato un’intensa azione di ground & pound (colpire da terra) gettandosi, come si dice in gergo, all’interno della “guardia” (ovvero delle gambe aperte) di Werdum.

…Quest’ultimo, che è un abilissimo lottatore di Brasilian Jiu Jitsu, ne ha approfittato subito per chiudere prima un triangle chocke (è una efficacissima tecnica di soffocamento a gambe chiuse) che poi ha “trasformato” in un armlock (è una terribile leva articolare che viene applicata al gomito del braccio), che ha costretto Emelianenko a un’inevitabile resa.

Tutto il mondo delle arti marziali miste è rimasto letteralmente sconvolto! Incredibile ma vero: Fedor Emelianenko aveva perso clamorosamente in poco più di un minuto.

Non che Werdum non fosse un avversario da temere, ma la stragrande maggioranza dei pronostici lo davano per spacciato senza nessuna possibilità.

Del resto, Fedor Emelianenko era diventato campione dei massimi battendo – in un memorabile match del 2003 – Antonio Rodrigo Nogueira, espertissima cintura nera di Brasilian Jiu Jitsu, che in quell’incontro cercò svariate volte di finalizzare, senza successo, il suo avversario proprio attraverso vari tentativi di triangle chocke e armlock.

Perché invece, contro Werdum, Fedor ha fallito in maniera così clamorosa? …Esatto, perché ciò che stupisce non è tanto e solo il fatto della sconfitta, ma COME abbia perso. Volendo fare un paragone con il calcio, è stato come farsi un autogol al novantesimo minuto!

Dopo il match, Fedor Emelianenko ha ammesso che la sconfitta è stata dovuto a uno stupido e grossolano errore da parte sua: appena ha sentito la gamba di Werdum sopra la sua schiena, lui si sarebbe potuto alzare subito in piedi (volendo poteva farlo anche prima…) evitando, in questo modo, di essere facilamente “chiuso” prima in triangle chocke e poi in armlock.

…E allora perché non l’ha fatto??? Per quale motivo ha continuato a menare (a fare ground & pound come si dice in gergo tecnico) pur essendo consapevole del potenziale (serio!) pericolo che correva? Cosa è successo veramente???

Dopo il match ho letto vari commenti scritti da parte di allenatori, campioni ed ex campioni. La stragrande maggioranza delle cose che hanno detto erano (previdibili) stupidaggini.

Solo uno ha detto la semplice verità: “Fedor è il più grande atleta di MMA di sempre, ma sabato scorso non lo è stato.” Banale? Non proprio secondo me. Cosa ha voluto dire questa persona fra le righe?

Cerco di interpretare: Fedor era e resta, molto probabilmente, il più forte atleta al mondo di MMA, tuttavia sabato scorso è scivolato clamorosamente su una buccia di banana perché ha pensato di essere troppo forte e quindi imbattibile.

In poche parole: ha perso perché non ha avuto paura di perdere!

Paradossale vero? In giro è pieno di libri, corsi, coaching, motivatori, eccetera, che insegnerebbero a non avere paura, a sconfiggere la paura, a sentirsi invincibili e altre boiate simili.

C’è addirittura chi è disposto a farsi di cocaina – spendendo cifre esorbitandi, andando contro la legge e mettendo a rischio la propria salute – pur di non provare paura.

Ma è sensato tutto questo? Io sono sicuro che se la natura ci ha fornito di determinati sentimenti, allora è perché essi hanno una specifica utilità.

E la funzione della paura è quella – detto terra terra – di non farci essere troppo “sboroni”, di portarci a valutare bene le situazioni e il rischio che esse, a volte, possono comportare.

Ovvio che esiste una paura sana e una patologica…ques’ultima nasce quando una persona si sente perennemente paralizzata, ansiosa all’ennesima potenza, eccetera. Scontato dire che, in casi come questi, la paura non genere MAI nulla di buono.

Tuttavia, se vissuto in modo “sano”, il giusto timore in genere TI SALVA! Fedor Emelianenko e lamaro sapore della SCONFITTA!

Il problema di Fedor Emelianenko è stato, paradossalmente, proprio quello di non avere mai perso! In questo modo, si è sentito invincibile e ha rimediato una sonora sconfitta perché ha fatto a meno di quella paura sana che, sovente, porta con sé anche una buona dose di  GIUDIZIO.

Morale della favola: spesso si vince perché, oltre a tutto il resto (ossia una buona preparazione di base), si conserva con sé anche la paura che si potrebbe NON vincere. E questo vale in TUTTI i campi, non solo nello sport.

La vogliamo chiamare umiltà? Ok va bene lo stesso, l’importante è che sia chiaro il concetto…

P.S. - Magari non diventerai forte come Fedor Emelianenko Fedor Emelianenko e lamaro sapore della SCONFITTA! , però se per strada ti senti insicuro/a allora il mio video corso di difesa personale potrà esserti sicuramente di grande aiuto. Lo trovi cliccando qui!

Mark Cannelli


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23 Commenti a “Fedor Emelianenko e l’amaro sapore della SCONFITTA!”

  1. Gian Piero Turletti scrive:

    Devo dire che, personalmente, quando seguivo certi incontri, preferivo il wrestling, più spettacolare, a mio avviso, sotto diversi profili e, lo dico anche un po' cinicamente, più caciarone, fatto di regole che poi, alla fin fine, sono osservate sino ad un certo punto……, insomma più improntato alla logica da spettacolo.
    Come si fa a dimenticare non solo atleti, ma veri e propri personaggi, come Hulk Hogan o Tiger Mask?

    Le più seriose, a mio modesto avviso, MMA, certo, hanno un altro concetto di regola da osservare e, se non ho visto e capito male, il problema forse è stato tecnico.
    Emilianenko sapeva che rimanere imprigionati in una certa presa dell'avversario per un certo tempo……

    Ha un po' voluto strafare….
    Morale della favola (favola si fa per dire, per lui…..):
    puoi anche strafare (nel wrestling poi…c'è quasi un'esigenza da copione) ma se sai che così facendo hai sempre la situazione sotto controllo.

    Spesso, quello che difetta, in molti campi, è il controllo della situazione.

    Proprio per questo mi viene in mente il detto: in medio stat virtus.
    Se non fare nulla, o fare al di sotto di certe esigenze, non ti fa raggiungere l'obiettivo, talora, anche fare troppo è sbagliato.

    Quando puoi conseguire un obiettivo con meno sforzo, perchè disperdere efficienza?

    Forse, però, qualcos'altro si può dire…

    L'interpretazione di sopra riconduce allo strafare, ma non è escluso che si sia trattato di deconcentrazione……..
    Che Emilianenko abbia perso quest'ultima, non considerando, tecnicamente, la situazione?

    Poi, ovviamente, ci sono anche altre interpretazioni, in questi generi di sport,un po' dietrologiche, a dire il vero…., e per onor di cronaca ogni tanto riaffiorano anche queste….
    da parte di coloro che ritengono, a torto o a ragione, che in questi sport non tutto sia così chiaro…e che a volte certi combattimenti siano decisi al di fuori del ring.

    Come si vede, interpretazioni diverse e variegate, per cui si potrebbe dire…ad ognuno la sua…..

  2. alberto scrive:

    Mark io vorrei iniziare a praticare una qualche arte marziale, tu con quale mi consiglieresti di iniziare? Vorrei utilizzare l'arte marizale per la mia difesa personale ma anche per rinforzare fisisco e mente.

    Il problema è che non ho la minima idea delle differenze che ci sono tra karate, kung, fu, etc. Che mi consigli tu che sei un noto esperto di MMA? :D

    • Mark Cannelli scrive:

      Ciao Alberto, potresti provare a orientarti verso discipline – tutte molto efficaci e formative sia per il corpo che per la mente – come kick boxe, thay boxe, brasilian jiu jitsu e poi vedere quale ti piace di più fra queste…

      • alberto scrive:

        Mark e del JKD che ne pensi?
        Va questo come mena, è velocissimo :o
        http://www.youtube.com/watch?v=2Cf5sZ32d9M

        • Mark Cannelli scrive:

          Sicuramente più spettacolare e "coreografico" di quello che si vede nei combattimenti di MMA, ma per esperienza ti posso dire che non sempre ciò che fa più scena funziona meglio. Spero di essermi spiegato. ;-)

    • Gian Piero Turletti scrive:

      Io ti consiglierei anche di dare un'occhiata a qualche video, dove puoi avere un primo "contatto" con i vari tipi di lotta.

      Dipende anche molto dalla costituzione fisica, e se preferisci tecniche più spettacolari, o di movimento, a quelle..meno mobili.

      Non per forza queste sono superiori alle altre…
      Nell'incontro del video, se ci fai caso, l'avversario non ha vinto su Emelianenko con tecniche "mobili", ma con un particolare tipo di presa….
      Questa presa, se prolungata oltre un certo limite di tempo, diventa insopportabile, come dolore…..
      lasciamo stare il wrestling, in cui molto è più spettacolo che altro…..

      Quanto all'incontro, è', per dirla tutta, sopratutto questo che mi ha stupito.
      Cioè la velocità con cui ha vinto l'avversario, e quindi mi domando:
      possibile che sin dall'inizio Emelianenko si sia deconcetrato, ed abbia deciso di strafare?

      Lo comprenderi molto di più dopo un po', quando il match raggiungere il suo parossismo, o comunque quando la fatica, e altri fattori, rendono più probabili deconcentrazione e voglia di strafare……

      Ecco perchè taluni non sono convinti di quell'incontro….
      ed anch'io, ad essere sincero…….

    • Mark Cannelli scrive:

      Dimenticavo una cosa Alberto, se vuoi mandami pure una mail in privato tramite il form che trovi in fondo a questa pagina:
      http://www.semplifica.com/contatti/

      In questo modo, se lo desideri, posso informarmi tramite la mie conoscenze e dirti se nella tua zona ci sono buone palestre dove puoi praticare… :-)

  3. Ilaria Cardani scrive:

    Mi fa sorridere la polemica contro le "boiate" di libri, motivatori e coach che invitano a superare la paura.
    Il mondo è bello perché è vario, e se anche a qualcuno non piace, è utile accettare il fatto che è vario e che c'è posto per tutti e per le opinioni di tutti: di boiate ce ne sono in giro parecchie e i mass media ne sono intrisi. E sono boiate che spesso alimentano – in modo subliminale, per altro – la paura "cattiva".
    Sono convinta che per molte persone gli eccessi di certi motivatori possono essere molto utili ("Non si sa mai da dove possa venire una buona idea" dice il personaggio interpretato da Melanie Griffith in una "Donna in carriera", capolavoro della cinematografia ;) ).
    Tutto con misura, credo io.
    A parte questo, Mark, io mi sento di fare una distinzione netta tra paura e umiltà. Sono assolutamente d'accordo con il fatto che la paura è una risorsa e come tale va utilizzata. Ogni volta che si prova paura è utile mettersi in ascolto di se stessi e comprendere che cosa la paura sta segnalando (i segnali dell'inconscio sono fondamentali al nostro benessere). Una volta che si sono interpretati i segnali, si decide che fare (e questo è utile non solo per la paura ma per tutte le emozioni e sensazioni che si provano).
    L'umiltà è uno "stato mentale", un "atteggiamento" verso se stessi, la vita e gli altri che ci fa essere adulti, consapevoli delle nostre possibilità, dei limiti e delle opportunità dentro e fuori di noi. Una grande risorsa anche lei, uno strumento straordinario di crescita e di miglioramento.
    Mi complimento per il "soggetto" dell'articolo, il modo in cui hai esposto l'argomento e il modo accattivante in cui scrivi: mi hai incollato al post.
    Le MMA non sono proprio tra le mie prime cinque passioni e non so cosa penserei del signore della foto se lo incrociassi in metropolitana dopo le 10 di sera :)

    • Mark Cannelli scrive:

      Una piccola precisazione: …non a "superare" la paura, ma a "eliminare" la paura. Se madre natura ci ha dotato di un determinato sentimento, allora è di sicuro per qualche motivo…

      Per il resto, concordo anche io sul fatto che il mondo è bello perché è vario…ma la bellezza sta anche nel fatto che ognuno di noi non è certo costretto a farsi piacere TUTTO! ;-)

      Grazie per i complimenti Ilaria. Mi fa piacere pensare che, anche se non sei appassionata di MMA, sono comunque riuscito a suscitare il tuo interesse in questo mio articolo. :-)

  4. Giando scrive:

    Mi sono letteralmente innamorato di questo sport, MMA, grazie a Mark che mi ha insegnato oltre alla tecnica (tantissima) anche il rispetto per l'avversario (nel mio caso del partner d'allenamento).
    Negli incontri d'allenamento quando "combattevo" con Mark, nonostante l'enorme differenza di forza e tecnica, mi ha sempre rispettato combattendo seriamente, concentrato e chiuso.

    Mancanza di rispetto dell'avversario: questa è l'impressione che mi ha dato nell'incontro Fedor Emelianenko.

    Negli allenamenti mi è capitato di "vincere" su persone più pesanti e più esperte di me solo perchè, come Fedor, hanno pensato che l'avversario era nettamente inferiore, dimenticando il principio che in questo sport si può vincere sfruttando le leve che dimuniscono la differenza di forza e di peso.

    E' uno sport che consiglio a tutti, anche alle donne, in quanto è molto pratico ed efficace per la difesa personale. L'importante però è seguire corsi proposti da insegnanti seri e preparati, non esaltati o megalomani, e a mio avviso è difficile trovarne uno migliore di Mark.

  5. Paolo Del Prete scrive:

    Non mi piace questo articolo, nè per ciò che riguarda la forma, troppo frammentata e spezzettata da prolisse ed irritanti interruzioni, nè
    è tantomeno nella sostanza. Definire "boiate" i testi e le linee di pensiero che insegnano a controllare le emozioni mi sembra una grande……boiata! La paura è un nemico, il primo se non l'unico vero nemico interiore da sconfiggere senza se e senza ma, in quanto non porta assolutamente niente di buono e blocca ogni azione ed intenzione positiva. Che poi bisogna mantenersi sempre umili, ed anche nella piena sicurezza di sè stessi bisogna rispettare l'avversario e combattere con il massimo impegno e con tutte le forze è palese, ed anche questo fa parte del bagaglio concettuale di ogni vero Campione. Ma da qui a considerare la paura una qualità positiva ce ne vuole…..e questo mio parere è supportato da decine di esperienze personali da me vissuta in prima persona in campi diversissimi tra di loro. Ne sono quindi convintissimo, e non mi interessa assolutamente se qualcuno la pensa diversamente. Saluti!

    • Mark Cannelli scrive:

      C'è un proverbio poco conosciuto ma molto saggio: "La paura ti salva."

      Pensa se noi non avessimo paura di scottarci col fuoco, di saltare da un'altezza di 20 metri, eccetera, eccetera.

      Uno degli effetti negativi che psicologi e medici rilevano nella cocaina è che, specialmente in alcuni individui, sembra togliere il senso di paura e dare una sensazione di onnipotenza.

      …Ecco, quindi, gente che sotto l'effetto della droga lancia la propria auto a velocità folle provocando disastri per sé e per gli altri. E potrei continuare all'infinito…

      Probabilmente, la paura a cui ti riferisci è quella che io chiamo come "patologica"; ovvero una sensazione di timore così grande che finisce col "bloccare" ogni tipo di iniziativa…ed è ovvio che questo NON va bene.

      Tuttavia, in casi normali e quando viene ben gestita, la paura è un sentimento UMANISSIMO che ci ha aiutato a SOPRAVVIVERE nel corso di milioni di anni.

      …Pensa se l'uomo primitivo non avesse avuto paura di NULLA! Non credo che ora io e te staremo qua a parlare. A buon intenditor… ;-)

    • Carla Colorizio scrive:

      … e meno male che siamo in democrazia …!
      ovviamente alludo all'affermazione finale del commento del Sig. Del prete.

    • Enrica scrive:

      "La paura è un nemico, il primo se non l'unico vero nemico interiore da sconfiggere senza se e senza ma, in quanto non porta assolutamente niente di buono e blocca ogni azione ed intenzione positiva."

      A bloccare ogni azione ed intenzione positiva non è mai la paura in quanto tale. Ma l'evitamento della stessa. La paura di aver paura.
      La paura ci deve accompagnare, ma non stritolare. E solo il riconoscere la sua importanza e la sua funzione ci permetterà di rispettarla e trasformarla in risorsa.

      Non riconoscere la sua funzione può essere altrettanto ingabbiante quanto quella di sopravvalutarne la "spaventosità".

      Enrica

      PS: il post non è recentissimo, ma le mie dita hanno reclamato e preteso :-) di dire la loro.

  6. Luciano scrive:

    Innanzitutto voglio sottolineare che l'articolo in questione è molto interessante anche se, come ha scritto Ilaria Cardani, le MMA non sono una delle mie passioni.
    Tuttavia mi è piaciuto il fatto che, prendendo spunto da questa disciplina, hai trattato egregiamente un argomento come la "paura".
    La paura è un sentimento che accompagna la maggior parte degli esseri viventi, incluso l'uomo, fin da quando hanno fatto la loro comparsa sulla terra.
    Se prendiamo in considerazione l'uomo, io credo che questo sentimento ha permesso alla nostra specie di adattarsi e di sopravvivere nel corso degli anni.
    Una "sana" paura, così come io la definisco, ci permette di calcolare le eventuali conseguenze derivanti dalle nostre azioni e, soprattutto, di evitare quelle che potrebbero mettere in serio pericolo la nostra vita (che potremo anche chiamare "istinto di sopravvivenza"…).
    Sentimento da non confondere con il concetto di umiltà, del quale ha fornito una brillante spiegazione Ilaria Cardani.
    E' importante rendersi conto immediatamente e , in questo caso, farsi aiutare da degli esperti (psicologi,psichiatri, coach o come li volete chiamare) quando la paura per qualcosa o qualcuno diventa di tipo patologico, diventa cioè una fobia.
    Solo in questo caso la paura diventa un sentimento "insano" che può portare chi ne è afflitto/a a stare molto male con se stesso/a e con il mondo che lo/a circonda, a non vivere più pienamente, travalicando di fatto il concetto di "istinto di sopravvivenza".

  7. Michele Russo scrive:

    Quando ero piccolo ero abbastanza "ignorante" e "prepotente" e volevo menare tutti … infatti tutto il giorno andavo cercando qualcuno da menare … un mio amico mi diceva sempre: "tanto Michele prima o poi qualcuno che ti mena lo troverai!".

    Infatti è stato così: quel "tipo" l'ho incontrato e mi ha riempito di botte: da quel giorno parte della mia vita è cambiata in maniera significativa, ho cominciato a praticare arti marziali e ho iniziato il mio percorso di crescita interiore che mi ha portato a diventare quello che sono oggi e di cui sono molto soddisfatto.

    Quelle "mazzate" le riprenderei volentieri per quanto mi hanno fatto bene!! :-)

  8. enrico scrive:

    Quello che traspare da questa esperienza di questo lottatore è che non bisogna fossilizzarsi sull'invincibilità che ti rende in un certo senso bloccato.Prima o poi nella vita si va al tappeto, quello che importa è sapersi subito rialzare!

  9. El Chupa Cabra scrive:

    Ciao Mark,
    ho scoperto per caso questo sito. Interessante come molte persone interessate al miglioramento personale siano interessate alle MMA. Che le mma siano davvero lo sport per chi vuole miglioare costantemente? (domanda retorica ;-) ) Dai un occhio a Grappling-italia.com : io ho messo semplifica tra i preferiti!

    Ciao!

    • Mark Cannelli scrive:

      Ciao! Sicuramente, in futuro, dedicherò molto spazio alla divulgazione delle MMA perché credo molto nel potenziale formativo (non solo al livello fisico…) di questo eccezionale sport da combattimento.

      Ti ringrazio per averci messo fra i tuoi preferiti! :-)
      Alla prossima.

  10. Cosimo Melle scrive:

    Beh Mark, in una bellissima intervista di Roberto Re a Fabrizio Politi ( imprenditore di successo nel mondo degli yacht ), Fabrizio spiega semplicemente che è normale avere paura, l'importante è andargli incontro e ballare con lei, invece che cercare di scapparne.

    Effettivamente troppi successi ti fanno sollevare troppo da terra tanto da crederti "invulnerabile", esempi ce ne sono tantissimi:

    The Best: Fortissimo Calciatore Inglese.
    Donald Trump: Imprenditore Famosissimo.
    Tony Montana: Spacciatore di Cocaina.
    Britney Spears: Cantante e Ballerina.
    Paris Hilton: Nullafacente Ereditaria di un Impero.

    Purtroppo credo che arrivati a certi livelli diventa difficile "Non Credersi Dio" e i più fortunati ricevono Pesanti Batoste che gli fanno capire in tempo dove cambiare rotta. Ma ci sono anche molti casi in cui si affonda nel baratro e poi è troppo tardi.

    Io a chi sta avendo tanti successi consiglio sempre di vedere due film che ti fanno tornare con i piedi per terra:

    - Best
    - Scarface

    ":)

  11. johnj scrive:

    io non capisco nulla di mma
    ogni tanto guardo su youtube un incontro, perché ammiro le capacità di questi atleti e il fatto che il verdetto ha un che di oggettivo
    del resto ci si fa più danno a calcio: un bel pestone e addio alla tibia!

    la mia impressione su questa sconfitta è che, oltre alla succitata mancanza di salutare fifa (atleta arrivato e sazio?)
    abbia giocato la fretta; mi è venuto in mente un incontro tennistico che aveva fatto epoca: la sconfitta di borg ad opera di mc enroe a wimbledon
    ovviamente un avversario di quel livello poteva comunque vincere, però… borg andava sempre a rete (tattica suicida per un pallettaro che neanche nadal); perse in modo poco convincente
    la mia impressione è che il buon fedor (che persona umile, fra l'altro, che classe…) abbia pensato: lo butto giù, vinco… come fanno tutti… basta con la pazienza, con la tattica, facciamo come nei western…
    di norma lui vinceva attraversando fasi di studio anche dolorose, per poi assestare il ko dopo molti rischi di sconfitta
    stavolta ha aggredito come forse solo con tim sylvia, ma con una fretta persino maggiore
    sarà così?
    la parola agli esperti ;-)