Società
Mark Cannelli

Chi siano i due litiganti credo sia molto chiaro dall’immagine che ho messo sopra. Ma chi è il terzo che NON gode??
…No, non si tratta di un altro politico come (forse) qualcuno può aver immaginato. In realtà, il terzo che non gode è il paese tutto: NOI.
Prima di continuare, ci tengo moltissimo a dire che il mio rammarico è dovuto alla totale INCOSCIENZA sia dei politici (tutti, di qualsiasi colore e partito!), sia di gran parte del popolo che questi politici li ha messi al potere.
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Benessere
Mark Cannelli

Ho deciso di approfondire il discorso su obesità e psicologia in quanto il mio precedente articolo potrebbe prestarsi a facili (e spiacevoli) fraintendimenti.
Prima di tutto, lungi da me l’idea (stupida) che la persona obesa abbia sempre e comunque una personalità debole, fragile e problematica
Se nel mio precedente articolo ho descritto tre casi di un certo tipo, è solo perché avevo mal interpretato il senso della frase di Paolo De andreis, credendo che lui si riferisse a quella nicchia di individui problematici nei quali l’obesità diventa una “parte integrante” della personalità.
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Benessere Mentale
Mark Cannelli

Ho deciso di scrivere questo articolo su obesità e psicologia dopo aver letto il commento di Paolo De Andreis in risposta al mio articolo sull’obesità in Italia.
Prima di continuare, tengo a precisare che in quell’articolo non avevo la pretesa di sviscerare il problema dell’obesità a 360 gradi, altrimenti non sarebbe bastato un trattato.
Detto questo, Paolo nel suo commento ha sollevato delle questioni sicuramente importanti – che collegano obesità e psicologia – le quali meritano un approfondimento da parte mia.
Per maggior chiarezza, all’interno di questo mio articolo su obesità e psicologia, voglio procedere in questo modo: riporterò parti del commento di Paolo e subito dopo la mia risposta.
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Benessere Finanziario
Patrizio Messina

Continuo il discorso lasciato in sospeso nella seconda parte del mio articolo sull’investire in istruzione. Un neolaureato impiega mediamente 3 anni a trovare un lavoro a tempo indeterminato (2 anni in più di un diplomato) e nel frattempo è molto frequente il lavoro atipico.
Nel caso del diplomato il lavoro atipico esiste ma è molto meno frequente, anche perché le grosse imprese (dove in genere va a lavorare il diplomato) tendono a utilizzare i contratti di formazione lavoro.
Quindi, nei primi 3 anni dalla laurea (dal 2016 al 2019), il laureato lavorerà circa metà del tempo con stipendi di 900 € al mese (quando lavora) e senza tredicesime per un incasso di circa 16.000 € in 3 anni, contro i 51.000 € che percepirà il suo collega diplomato, facendo così aumentare il gap a 178.000 €.
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Benessere Finanziario
Patrizio Messina

Nella prima parte dell’articolo sull’investire in istruzione ho fatto il calcolo di quanto viene a costare, mediamente, far studiare un proprio figlio in modo tale che possa acquisire il famoso “pezzo di carta”.
Sono arrivato alla conclusione che bisogna essere in grado di sborsare almeno 50.000 € se si decide di investire in istruzione all’università. Incominciamo adesso a fare i confronti con i diplomati.
Secondo le statistiche nazionali, un diplomato con professione (geometra, ragioniere, perito industriale) che se la cava a fare il suo lavoro – quindi non uno che si è diplomato a spinte facendosi bocciare 2 o 3 volte – trova lavoro mediamente in 1 anno.
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