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Wall Street 2 recensione del film

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Dopo la recensione del film Wall street, non potevo non fare anche quella del suo sequel “Wall Street 2 – Money never sleep” che significa letteralmente “il denaro non dorme mai”. In particolar modo, il titolo del film è tratto da una battuta di Gordon Gekko (uno dei protagonisti del film, interpretato da Michael Douglas) detta durante il primo film.

Al contrario del capolavoro del 1987, che esaminava dall’interno quella che era la vita del trader condita da alcune sue “manie” tipiche, Wall Street 2 invece è più un’analisi economica della società contemporanea.

Ho letto molte critiche fatte al film da giornalisti, economisti, cinefili, eccetera e ho notato che ci sono pareri fortemente discordanti: chi lo trova noioso, chi privo di mordente, qualcuno si è esaltato, altri lo hanno paragonato a un documentario e qualcuno dice che Oliver Stone si è superato nella stesura della trama.

…La verità, secondo me, è che Wall Street 2 è un film difficile da comprendere se non si conosce la politica americana e la sua storia di questi ultimi anni. Prima di passare all’analisi della pellicola, ti racconto brevemente la trama.

Il film inizia con Gekko che nel 2001 esce dal carcere, dopo aver scontato la sua pena. Lo avevamo lasciato con un’accusa di insider trading (cioè era accusato di aver ottenuto informazioni su aziende in modo illegale), ma invece di scontare la pena massima prevista di 13 mesi è costretto a passare dentro al carcere ben 8 anni per delle evasioni fiscali di cui Bud Fox (uno dei protagonisti del precedente film) non era al corrente.

Si scopre che un suo ex collaboratore, per vendicarsi di un affare che Gekko gli aveva soffiato negli anni ’70 si era vendicato fornendo agli inquirenti americani molte informazioni sui suoi conti esteri e le sue evasioni fiscali (questo è un reato pesantemente punito negli USA).

In definitiva, dopo 5 anni di processi e 8 anni di carcere, esce è trova un mondo cambiato… in peggio! Scrive un libro e mette tutti in guardia sul fatto che, a breve, ci sarebbe stato un crack finanziario ma nessuno gli crede per via dei suoi trascorsi.

Sempre per pubblicizzare il suo libro, tiene una conferenza in Università dove ribadisce il pericolo imminente del collasso delle borse dovute a una gestione dei capitali a dir poco inadeguata. Qualche giorno dopo il suo discorso, le borse iniziano a precipitare portando al fallimento una grossa banca che si ritrovava in portafoglio parecchi titoli tossici (chiaro riferimento alla Lehman Brothers).

Il crollo del mercato farà precipitare il prezzo degli immobili e la gente si ritroverà a pagare costosi mutui per immobili dal valore ormai dimezzato che, di fatto, li porterà in rovina.

Nel frattempo, Gekko conosce il fidanzato di sua figlia e, visto che quest’ultima non gli vuole più rivolgere la parola, lo usa per riavvicinarsi a lei. Si viene a scoprire che Gekko, nel periodo che lo vedeva alla ribalta, aveva aperto un conto in Svizzera dove aveva depositato 100 milioni di dollari e che il suddetto conto era intestato alla figlia che lo avrebbe potuto utilizzare a partire dai suoi 25 anni.

Siccome la figlia è un’idealista di sinistra, vuole dare i soldi in beneficenza in quanto pensa che i soldi guadagnati in Borsa siano sporchi ma Gekko, manipolandola, riesce a impossessarsi di tale somma e riavvia la sua vecchia attività riuscendo a decuplicare l’investimento in soli 6 mesi.

Alla fine del film, si scopre che l’ex collaboratore di Gekko (il cattivo della storia, quello che ha fornito i dati sull’evasione fiscale), aveva sparso informazioni negative di proposito per far fallire la banca (in quanto aveva investito allo scoperto) effettuando in questo modo il reato di agiottaggio.

Ovviamente, questa è una sintesi semplicistica del film e consiglio caldamente di andarlo a vedere in quanto ci sono molti spunti interessanti. Ne analizzo qualcuno con te:

1) Innanzitutto i cattivi della storia non sono più i capitalisti, ma sono diventati i banchieri. Mentre i capitalisti sfruttavano gli eventi per specularci sopra, i banchieri provocano di proposito gli eventi. Si ha che, anche se le leggi li tutelano, il loro comportamento è molto più immorale rispetto al semplice insider trading che Gekko commise nel primo film.

2) Il discorso tenuto da Gekko all’università è imperdibile e te lo linko: Generazione dei tre niente. Concordo con ciò che dice, cioè che il male alla fine è il prestito di denaro.

…Non a caso, sono anni che vado dicendo che non bisogna accedere al prestito e dedico un parte sostanziosa del video-corso “Investire, guadagnare (…E risparmiare!)” proprio alla risoluzione dei debiti. Sembra quasi che Oliver Stone mi abbia letto nel pensiero. 😉

3) Dice anche che i ragazzi di oggi sono la generazione dei 3 niente: niente lavoro, niente reddito, niente prospettive. E come dargli torto? Il motivo in questo caso non è dovuto all’economia o alle gestioni bancarie, ma alla somma di molte cause che hanno creato un unico effetto. Alcune di queste cause le ho trattate in diversi miei articoli che puoi trovare cliccando qui.

4) Gekko smonta anche l’investimento in immobili. La stragrande maggioranza della popolazione pensa, erroneamente, che un immobile non può svalutarsi e che il suo valore cresce sempre col tempo. Be, non è così! Chi ha spirito d’osservazione si sarà accorto che, negli ultimi 3 anni, le case nel nostro paese si sono svalutate almeno del 30%.

Questo sta a significare che l’investimento in immobili funziona né più e né meno come quello azionario. La differenza sta solo nella durata del suo ciclo economico. Per dirla tutta, il mercato immobiliare ha un rendimento alla lunga nettamente inferiore rispetto a quello azionario ed è per questo motivo che i grandi capitalisti investono solo una minima parte del patrimonio in immobili e invece tengono molte azioni in portafoglio.

5) Nel film si può anche intuire la critica di Stone alla politica della casa per tutti avviata dal presidente Clinton. Devi sapere che, negli anni ’90, gli USA avviarono un serie di leggi atte a far acquistare immobili a tutti i ceti sociali americani, compresi quelli che normalmente non se la potevano permettere.

Ovviamente, ciò ha fatto schizzare il costo delle case alle stelle (facendo falsamente credere alla gente che il prezzo sarebbe andato sempre e solo a salire). Inoltre, visto che le banche capirono che i meno abbienti avrebbero saltato i pagamenti dei muti contratti, spalmarono questi debiti nei cosiddetti titoli tossici che hanno innescato poi il crollo del 2008.

Questo della “casa per tutti” è un chiaro esempio di provvedimento che la gente crede essere positivo, ma che dopo anni ritorna indietro come un boomerang negativo.

Uno dei motivi per cui molti hanno storto il naso nei confronti del film Wall Street 2 è che speravano vi fosse una critica feroce nei confronti del presidente Bush,  invece ne escono con le ossa rotte Clinton e in parte anche il presidente Obama (che viene inquadrato in un quotidiano con la frase “Ma, vediamo che combina questo qui” quasi a voler far intendere che secondo il regista non combinerà niente).

6) Si evince chiaramente dal film che alla fine i cattivi, o meglio dire gli immorali, non pagano: Gekko ritorna in auge, tutti i “cattivi” della storia rimangono dove sono e paga uno solo per tutti. Chi si aspettava una conclusione come quella del 1987, dove il cattivo paga e gli altri vivono felici e contenti, è sicuramente rimasto deluso.

7) Lascio per ultimo la parte che reputo più interessante del film: la critica alle energie rinnovabili. Devi sapere che il futuro genero di Gekko è un fissato della fusione fredda e tanto battaglierà nel film per ottenere 100 milioni di dollari che occorrono agli scienziati per continuare la ricerca.

Gekko non è affatto convinto di questo tipo di investimento e in ogni caso si fa capire in tutto il film che l’autore considera la fusione fredda come una panzana o giù di lì, buona solo a fagocitare risorse senza mai dare un ritorno economico. Tra l’altro, Gekko dirà più volte che secondo lui tutto ciò che è bio o ecologico altro non è che la base della prossima bolla speculativa.

A tal proposito, alla fine del film investirà proprio sulla fusione fredda 100 milioni di dollari non certo perché crede nel progetto, ma proprio perché pensa che le azioni di tali aziende schizzeranno alle stelle senza motivo e poi crolleranno come accaduto a fine millennio con la bolla della new economy.

Nel film si fa chiaramente riferimento al paragone delle energie rinnovabili con la bolla dei tulipani avvenuta in Olanda nel 1600 (di questo però parlerò in altri articoli).

Non mi dilungo oltre su questo film, tuttavia voglio concludere la recensione dando un 8 e ½ al film. Non prende il massimo per via di alcune parti un po’ noiose e di un cameo poco riuscito dove appare Bud Fox (uno dei protagonisti del primo film Wall Street).

PS: Vuoi scoprire come risolvere il problema dei debiti in sole 3 parole? Allora dai un’occhiata al mio video corso! 😉

Patrizio Messina – Autore di “Investire, Guadagnare (…e Risparmiare!)”


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12 Commenti a “Wall Street 2 recensione del film”

  1. Veramente encomiabile questa analisi, non solo per il taglio semplice e concreto, ma anche per le spiegazioni di situazioni che, oggettivamente, a molti potrebbero essere sfuggite, riconducendo a problematiche dell'economia e della politica statunitensi.

    Devo dire che ho trovato personalmente interessante il film, in quanto ha richiamato alla mia memoria alcune situazioni, su cui ho avuto modo di svolgere analisi e considerazioni varie.
    Ne scelgo due, che mi stanno particolarmente a cuore.

    Gekko scrive un bestseller (lo si evince anche dalla coda di acquirenti al negozio dove firma copie del libro), nel quale predice il prossimo crac finanziario.
    Ma spesso tali crac sono più facilmente prevedibili di quanto si creda, se si conoscono alcune tecniche di analisi finanziaria, come quelle che Patrizio espone nelle sue opere.

    In tal senso, ricordo questo aneddoto….
    Era l'autunno del 2.007, ed io stavo completando una mia opera…..
    A partire dall'estate di quell'anno i mercati finanziari avevano iniziato a dare i primi segni di una certa debolezza, che però non si era ancora trasformata in quel crac, di cui oggi tutti parlano, e che rimarrà negli annali della storia economica.
    Non di meno, proprio in quel periodo avevo effettuato un'analisi, i cui risultati ebbi modo di sintetizzare nell'opera, che vide poi la luce nel gennaio del 2.008, e che praticamente arrivava alle stesse conclusioni di Gekko.

    Questa analisi segnalava la particolare leva con cui erano state finanziate le politiche del credito del sistema bancario americano nel settore immobiliare.
    Per farla breve, le banche non avevano concesso crediti solo per importi pari al proprio patrimonio ed alle proprie disponibilità finanziarie, ma l'avevano fatto per un valore di molto superiore, ed avevano emesso titoli, per farsi finanziare, che erano garantiti dai crediti concessi nel settore immobiliare.
    Come spesso capita, tuttavia, l'avidità legata ai facili guadagni in questo tipo di operazione, aveva spinto il sistema a concedere crediti in realtà non garantiti dal reale valore degli immobili, e dopo che tale bolla immobiliare raggiunse un apice, alle prime difficoltà seguirono le insolvenze dei debitori bancari e di società immobiliari, e stante il ribasso del valore degli immobili, anche le procedure legate alla vendita di questi ultimi, non bastarono ad arginare la valanga che stava precipitando sul sistema.
    S'era creato un vero e proprio delevarage nel sistema.

    La seconda fase della crisi ha poi toccato l'economia reale.
    Molte banche sono fallite, e lo stesso sistema industriale ne ha risentito, a fronte di un'ovvia restrizione del credito, visto che la quasi totalità delle imprese usano il canale bancario per finanziarsi.

    L'altro aspetto che mi sta particolarmente a cuore è legato all'analisi politologica, cioè relativa alla situazione politica, ed anche a tal riguardo, il mio pensiero non è così dissimile da quello di Stone.

    Ebbi, in occasione della vittoria di Obama, a commentare quella che a mio parere ha costituito un'intrinseca, strutturale debolezza della sua politica.
    Ha fatto gioco, in quella vittoria, la voglia di novità, ma ero abbastanza sicuro che, messa di fronte alla situazione reale da affrontare, quella politica avrebbe mostrato tutti i suoi limiti.
    Una politica basata su concezioni neokeynesiane, unitamente all’indirizzo della FED di favorire l'economia con provvedimenti espansivi, fatti di tassi bassi e di immissione di denaro nel sistema, denaro che viene stampato e che certo non depone a favore della valuta USA, si è sempre scontrato con la realtà dei fatti, e non a caso le elezioni di midterm hanno bastonato Obama e l'asinello, cioè il partito democratico.
    Il motivo sostanziale è presto detto, cioè l'inefficacia di un certo tipo di politica nel far fronte ad un certo tipo di situazione economica.

    E questo riconduce ad un tema più generale: la troppo diffusa ignoranza, in ambito politico, di certi meccanismi dell'economia, così da ipotizzare politiche che non tengono conto della realtà.

    Ne è un chiaro esempio anche la nostra situazione politica.
    Sto scrivendo questo commento il lunedì mattina, dopo che nella giornata di ieri rilevanti novità sul piano politico hanno contrassegnato la nascita di un nuovo partito in Italia, e posto nell’assoluta incertezza le sorti della compagine governativa.
    Molti, in questi ultimi tempi, si sono dedicati agli aspetti relativi allo scontro tra Berlusconi e Fini, ma pochi si sono domandati quali programmi riguarderebbero la nuova formazione, il FLI, e quali sarebbero gli effetti di questi ultimi sul sistema economico e finanziario.

    Del resto, si sa, l’interesse dei giornali e dei media è più rivolto, in genere, agli effetti spettacolari, che al resto.
    Proprio per questo, a molti è forse sfuggito che tra le misure proposte da Fini ce n’è una, ogni tanto ripescata da qualche forza o esponente politico, ma avversata da Berlusconi, che mira ad un aumento dell’imposizione fiscale delle cosiddette rendite finanziarie.
    Tale misura comporterebbe seri problemi al nostro sistema economico e finanziario, ma su questo, magari, mi soffermo in altra occasione, e dico comunque che ciò dimostra una tendenza a proporre soluzioni che, in molti casi, sono peggio del problema che si vorrebbe affrontare.

    Concludendo, l’aspetto più interessante del film di Stone, a mio avviso, è questo suo realismo, un riferimento a situazioni concrete, reali, su cui trova anche il modo di esprimere la propria opinione, tramite i personaggi.
    Probabilmente, solo su un aspetto non condivido la sua opinione, quello dell’utilizzo di particolari tipi di tecnologia a fini energetici.
    A mio avviso, si stanno realizzando significativi risultati, in tale ambito, e proprio in questi giorni, quanto si sta realizzando con l’acceleratore di particelle più grande del mondo, a Ginevra, sta dimostrando che tradizionali limiti della fisica si stanno oramai superando.
    Si è infatti riusciti a generare la produzione di materia primordiale dell’Universo, cosa che non si riteneva, fino a non molto tempo fa, possibile.
    Del resto, è già acquisito al patrimonio della scienza, quanto evidenziato, in particolare, dalla fisica quantistica, che ha fatto comprendere come tradizionali concezioni della realtà fossero erronee, per addivenire a sorprendenti scoperte, tali da aprire nuovi, affascinanti orizzonti, non solo allo scibile umano, ma anche alla tecnologia ed alle sue implicazioni energetiche.

  2. enrico says:

    Proprio così,
    i banchieri centrali mi ricordano i buchi neri nello spazio.I buchi neri con la loro mostruosa gravità trattengono pure la luce e le banche centrali con il signoraggio fanno indebitare gli stati e poi dicono aggli stati stessi di aumentare le tasse per ridurre i deficit, un circolo vizioso quindi. Ricordiamoci che il denaro non è emesso dallo stato ma prestato allo stato dalla banca centrale allo stato dietro pagamento di un tasso d'interesse. Inoltre questa tanto sbandierata Europa non si sta affatto rivelando l'affare che ci avevano tanto decantato. Chi è che sa cos'è il trattato di Lisbona e le sue conseguenze? Ecco alcune delle devastanti conseguenze che prevede: 1) facoltà di politiche fiscali europee anche indirette. Quindi se domani Bruxelles istituisce diciamo la I.E.I. Imposta Europea sugli Immobili (una ICI europea)…….bisognerà pagare! 2) Parlamenti nazionali svuotati del potere: le leggi di Bruxelles dominano su quelle nazionali, fatte da gente che non sappiamo nemmeno chi sia. 3) Rapporti con le altre potenze Usa, Cina,Russia,…decisi da Bruxelles. Quindi se l'Europa deciderà di entrare in guerra contro l'Armata Rossa per ingrassare industriali amici della Commissione Europea……………..i nostri figli/nipoti dovranno partire al fronte e farsi ammazzare!

  3. Davide says:

    Ciao a tutti! Desideravo porre un quesito a Patrizio Messina, in quanto mi ha piùttosto colpito un'affermazione che ha riportato nella sua recensione di wall street 2 che ho avuto modo di vedere anch'io appena uscito nelle sale e debbo dire che si tratta proprio di un bel film. Ebbene, desidererei capire da Patrizio, per quale motivi secondo lui, il prestito rappresenterebbe il male di tutti i mali; Vorrei solo per un'ultima considerazione, sottolineare come anche molte attività imprenditoriali oltre che i privati, si avvalgano molto spesso del prestito, proprio per finanziare i loro progetti. Grazie ed un saluto a tutto il blog.

    • Patrizio Messina says:

      Bisogna sempre fare un distinzione quando si parla di prestito di denaro. Faccio un esempio banale per meglio capirci:

      Se vai in banca a farti prestare 200.000 euro per comprare una casa dove andare ad abitare stai creando un debito. Se ti fai prestare i 200.000 euro per acquistare una casa da affittare o da rivendere dopo qualche mese ad un prezzo più alto stai investendo con effetto leva.

      Le aziende che si fanno prestare i soldi effettuano di fatto un investimento con effetto leva mentre la gente che comra il tv al plasma con le rate ha solo un debito.

      Il debito è endemico, sistematico e cancerogeno (come dice Gekko) e non crea nulla di buono perchè si ha un effetto aumento del pil senza che però ci sia stato un aumento della produzione. In pratica se ti fai prestare 1000 euro e ne restituisci 1100, i primi 1000 sono giustificati da un aumento di produzione (il bene che hai comprato) gli altri 100 euro sono una ricchiezza basata sul nulla.

      Se invece ti fai prestare 1000 euro per avviare un processo produttivo, anche se restituisci indietro 100 euro in più, quei 1o0 euro saranno compensati da un aumento (si spera) della produttività e quindi si crea ricchezza reale e non virtuale.

      Quindi il debito o il ricorso al prestito è sempre negativo tranne quando serve per aumentare la produttività, ma in quel caso prende nome di investimento.

      Gli investimenti con leva tecnicamente dovrebbero essere positivi tranne che crei un effetto leva tale che con i tui averi non potresti coprire. Ad esempio se hai a disposizione 10.000 euro pe rinvestire in azioni e invece usi 100 euro con leva a 100 stai cmq investendo 10.000 euro che potresti coprire mentre se investi 10000 euro con leva a 100 stai investendo a debito in quanto 1 milione di euro sono fittizzi e non reali (sono soldi prestati su cui devi pagare un interesse senza aver creato nulla).

      Spero che la spiegazione sia chiara.

  4. Concordo in pieno sul discorso rinnovabili e dico anche che forse ai molti non è piaciuto perché è un film REALISTA e non una favoletta dove quello che consideriamo "buono" vince!!!

  5. Luciano says:

    Ciao Mark,
    hai scritto davvero un bellissimo pezzo.
    Mi rispecchio pienamente con le tue parole.
    Anchio ho visto il film (vidi anche il primo) e, devo dire, mi è piaciuto molto.
    Un bel 9 come voto penso che sia appropriato e rispecchia il mio giudizio complessivo sul film.
    Oliver Stone non è mai banale e gli attori protagonisti si sono immedesimati bene nel ruolo dei loro personaggi.

    • A dir il vero, la recensione non è mia ma di Patrizio Messina. Diamo a Cesare quel che è di Cesare… 😉

      Ad ogni modo, concordo sul fatto che si tratta di un pezzo davvero ottimo e interessante sotto molti punti di vista!

      • Luciano says:

        Ops… Chiedo scusa 😉
        Allora… Faccio i complimenti a Patrizio Messina per l'ottima recensione.

  6. Peter says:

    Come non darti ragione caro Patrizio…
    Lo dico sempre che i banchieri, purtroppo, sono i padroni del mondo anche per via del cosidetto "signoraggio"

  7. Grazie per le informazioni, mi hai incuriosito, mi sa che andro' a vederlo.

    Ciao

    Davide

  8. L'articolo è in realtà, su questo tema, uno dei più Meravigliosi che io abbia mai letto e sono d’accordo con le tue decisioni aspetto con ansia i futuri aggiornamenti.




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