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Mario Monicelli: addio a un GRANDE!

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E’ morto Mario Monicelli. Questo mio breve articolo vuole essere un semplice omaggio a uno dei più grandi registi di tutti i tempi.

…Esatto: non solo uno dei più grandi registi italiani, ma uno dei più grandi registi di TUTTA la storia del cinema!

Dopo una serie di esperienze nel giornalismo e dopo aver fatto un bel po’ di gavetta per registi di vario tipo, Mario Monicelli INVENTO’ un modo nuovo di fare cinema: spesso sopra le righe, strafottente, originale, irriverente, ironico, caustico, a volte cinico…e spassoso al tempo stesso.

Uno dei più grandi registi di tutti i tempi non poteva non lavorare, a sua volta, con alcuni dei più grandi interpreti di sempre: Totò, Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Marcello Mastroianni…giusto per citare alcuni GIGANTI che hanno preso parte ai suoi magnifici film.

Mario Monicelli ha girato tantissime pellicole e ha lavorato fino alla fine, non accontentandosi MAI di vivere della gloria che fu…

Fra i suoi tantissimi film (oltre 60!!) che ho amato, non posso non citare almeno questi grandissimi classici del cinema:

  • “I soliti ignoti” (1958)
  • “La grande guerra” (1959)
  • “L’armata Brancaleone” (1966)
  • “Amici miei” (1975)
  • “Un borghese piccolo piccolo” (1977)

Se magari non hai visto ALMENO questi grandi capolavori, oppure li hai visti un po’ distrattamente tanti anni fa, allora spero che questo mio breve articolo sia la “scintilla” giusta per poterli (ri)scoprire. 🙂

Ricordo diverse recenti apparizioni televisive di Mario Monicelli. Ogni volta che lo vedevo, mi è sempre venuto spontaneo pensare: “E’ bellissimo arrivare a un’età come la sua quando riesci a mantenere una lucidità mentale come questa!”

Concludo questo mio semplice articolo/omaggio con un recentissimo video di Mario Monicelli (95 anni) dove, fra le varie risposte, esce fuori la sua grande lucidità mentale, umiltà e auto ironia (dote quest’ultima assai rara, sopratutto fra chi ha raggiunto il successo…).

Mark Cannelli

httpvh://www.youtube.com/watch?v=5-IKUcBWY-M


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12 Commenti a “Mario Monicelli: addio a un GRANDE!”

  1. Umberto says:

    Bravo, hai fatto bene a scrivere per ricordare questo maestro.
    Io sinceramente lo conoscevo poco, solo di fama, e non ho nemmeno mai visto i suoi film, ma a questa pecca rimedierò sicuramente.
    Una cosa mi è rimasta impressa della sua intervista.
    "Quando uno fa un lavoro, qualunque esso sia, il fatto che sta lavorando e che sta mettendo in scena una cosa, è piacevole. Il lavoro è una cosa piacevole, se fatto nella maniera giusta, con gli strumenti giusti e con le persone giuste; è una cosa piacevole, che gratifica. Non è piacevole quando il lavoro non è quello che tu vuoi, quando è imposto, quando lo devi fare per forza, quando la mattina esci di casa e vai a fare un lavoro che non ti piace, quando la giornata non vedi l'ora che finisca e quindi il lavoro lo fai di malavoglia."
    Le persone oggi giorno difficilmente parlano così, purtroppo!!!
    Fai bene anche a sottolineare la sua lucidità mentale; è veramente impressionante se si pensa che aveva ben 95 anni.
    Grazie per questo post-omaggio.

  2. Mario Monicelli ha fatto parte, a pieno titolo, non solo della grande famiglia del cinema, italiano e mondiale, ma più in generale della cultura.
    Cinema, quindi, come forma d'arte, assimilabile ad esperienze come le arti figurative, la letteratura o la musica e, come queste ultime, riconducibile a filoni diversi, espressione di una vera e propria concezione della realtà e dell'umana esistenza.

    E per Monicelli questo riconduce sopratutto alla commedia all'italiana, filone che non va interpretato in modo riduttivo, solo nei ristretti confini di una tendenza allo humour ed all'ironia.
    Si tratta, invece, di cogliere gli aspetti della realtà nel suo molteplice concatenarsi di circostanze comiche e drammatiche, al tempo stesso, una commedia, quindi, intesa come rappresentazione della vita, che spesso è riso, ma riso amaro.

    Capolavori, come Amici miei ed Amici miei atto secondo, fanno anche ridere, ma non si disgiungono da una riflessione spesso amara sulla vita e sulla realtà.
    Forse era un destino il suicidio, visto che già il padre si suicidò, ma anche l'ultimo atto, come quello di una rappresentazione drammatica, esprime una chiara visione, quella visione che probabilmente è stata dea ispiratrice di buona parte della sua opera:
    vita o esistenza?
    Sono la stessa cosa?

    Evidentemente no, per Monicelli, e pare di poter leggere, anche nell'ultimo atto, appunto quello conclusivo di una commedia, la vita, che talora degrada a mera esistenza, e che sembra ricondurre al riso, spesso sincero e spontaneo, ma anche sardonico, critico e beffardo, che quest'ultima riserva ai suoi attori, e che tanta parte ha trovato nell'opera di Monicelli.

  3. Certo suicidarsi lanciandosi da un palazzo non è stato proprio l'atto più "lucido" da fare, ma d'altronde ognuno sceglie di vivere e morire come gli pare.

    Concordo sul fatto che era un grande regista comunque.

  4. Giando says:

    Mi permetto di aggiungere nella lista dei preferiti fatta da Mark due film: il primo è, visto che stiamo entrando nel periodo natalizio, "Parenti Serpenti" che a Natale (ironicamente) regalerò ai miei genitori; il secondo è "Il Marchese del Grillo" che, oltre ad essere una commedia divertentissima, mi ha sempre colpito per l'impeccabile attenzione nei dettagli dei costumi e della scenografia (dovrebbe essere di Baraldi).
    Concludo con una domanda: non avete la sensazione che la commedia italiana sia morta con Monicelli? A vedere l'attuale programmazione al cinema direi di si.

    • Ciao Giando…concordo.

      Anche perchè un conto è una qualunque commedia, o un qualunque film di cassetta, ed un conto è quel filone che si chiama commedia all'italiana, una sorta di filone della letteratura, ma realizzato in forma cinematografica….

    • Peter says:

      Caro Giando
      hai ragione eccome! Purtroppo negli ultimi anni, prima ancora di Monicelli, se ne sono andati i più grandi (Sordi, Manfredi, ecc.) della storia della commedia italiana me ne sto accorgendo anche in questi giorni con la proiezione del film con Massimo Boldi: un'autentica BOIATA!
      Io sono ancora più pessimista, credo che sia tutto il cinema italiano che sta morendo e non per questioni di soldi, come molti vogliono far credere, ma per il fatto che ormai fare l'attore lo può fare chiunque, cani e porci compresi, basta guardare i cast dei film nostrani pieni zeppi di tronisti, grandifratellisti, pseudo personaggi dei reality e non poteva mica mancare la coppia Rodriguez & Corona…Bleh…Meglio la commedia americana

  5. MARCo says:

    Quando ho sentito che si è buttato da una finestra ho pensato che è stato fedele a quello che gli avevo sentito dire in un intervista .
    Disse una cosa come…. meglio andarsene senza avere gente intorno a un letto che ti guarda e ti compatisce perchè sanno che stai male e stai per morire ,è stato coraggioso in tutto quest'uomo,davvero un grandissimo.
    Una vita invidiabile.
    R.I.P.

    • No Marco, non sono d'accordo: non si può essere "Grandi" buttandosi dalla finestra, ma si può esserlo combattendo e stando in trincea fino in fondo nella vita anche se sei nella completa solitudine ed abbandono.

      Lo scorso mese è morta mamma ammalata da dodici anni con l'Alzhaimer e il pomeriggio in cui lei è venuta a mancare c'eravamo veramente tutti.

      L'abbiamo preparata a quest'evento con carezze, baci e parole di ringraziamento ed amore,per tutto ciò che lei aveva fatto per noi in questa vita terrena; l'abbiamo poi accompagnata nel momento del trapasso e siamo stati con lei anche dopo la sua morte.

      Ti dirò che è stato bellissimo, sono sicura che l'anima di mia madre ha percepito tutto ed il giorno dopo il suo viso era quello di anni prima: bello e sorridente.

      Anche tutti noi presenti a questa morte eravamo sereni e pieni d'amore per questa persona che stava concludendo il suo ciclo terreno.

      Finchè siamo in vita dobbiamo prepararci alla nostra morte e saperla affrontare; purtroppo Monicelli non era preparato a questo importantissimo evento della sua vita ed ha preferito fuggire.

      • Giando says:

        Sono d'accordo con te, Carla, il coraggio più grande è quello di affrontare ogni fase della vita, sia piacevole che spiacevole.

        Da Monicelli, con 95 anni di vita vissuta, mi sarei aspettato una reazione più saggia…

        Molti, tra cui anche il presidente Napolitano, hanno parlato di gesto coraggioso e/o di un ultimo scherzo, ma tra il coro degli "allegri" mi ha colpito la voce di un giornalista che ha sottolineato come il suicidio sia scaturito da una solitudine profonda, dovuta alla mancanza di amici (veri) e dei familiari.

        Il dramma non è quello di affrontare la morte, ma di non poterlo fare "preparati a quest'evento con carezze, baci e parole di ringraziamento ed amore" dalle persone care. Spero di avere anch'io, alla fine della mia esistenza, lo stesso calore e amore che ha ricevuto la mamma di Carla.

  6. MARCo says:

    Rispondo a Carla e Giando… rispetto il vostro punto di vista,
    La cosa migliore forse sarebbe rimanere in rispettoso silenzio riguardo all'accaduto,non conoscendolo personalmente .

    Ho anch'io un papà che purtroppo è colpito dal'alzheimer e lo curiamo amorevolmente ogni giorno so esattamente di che cosa parli Carla.
    Lui mi riconosce a giorni alterni ,non è molto piacevole tu lo sai.
    Ho sofferto di depressione quando avevo 25 anni ora ne ho 47 ne sono uscito , ho una gran voglia di vivere , ma quando arrivi dove sono arrivato io il punto di vista riguardo all'esistenza cambia completamente e forse per sempre,la depressione ti uccide o ti rende più forte,ma se sopravvivi ti lascia una sensibilità particolare.
    Non sò niente più degli altri ho solo il mio bagaglio di esperienze terrene che fino ad ora mi portano a dire che il libero arbitro probabilmente esiste e nella piena consapevolezza si può esercitare .

    Un conto è decidere di andarsene quando hai 40 anni come hanno fatto due persone che conoscevo molto bene,con stefano ho suonato due anni in un gruppo,mentre con Giorgioho fatto elementari ,medie,superiori, e un conto è avere la consapevolezza di averne 95.
    Per quello che riguarda le affermazioni di quel giornalista che dici tu Giando sono d’accordo con le parole di “Gramellini” nell’ultima puntata di “che tempo che fa”,solo che non sono riuscito a
    trovare il video sul tubo,se ti capita ascolta le sue parole.

    A guardar bene forse non siamo così lontani come punto di vista

    Detto questo vi abbraccio vi auguro una vita interessante e piena di amore.

    Marco

  7. Livia says:

    Trovo l'elogio al grande regista Monicelli centrato e condiviso,non definirei però, come Marco,il gesto di disperazione ultima un atto di coraggio ma piuttosto di solitudine e di estrema impossibilità ad andare avanti.Provo una grande compassione nei suoi confronti ,la sua vita di uomo di spettacolo pieno di soddisfazioni non gli hanno dato la forza necessaria per attendere quella che è la tappa più difficile per ognuno di noi.

  8. Peter says:

    Ricordo i mitici "Amici miei", "Amici miei atto II", "Amici miei atto III". Li considero dei capolavori della commedia italiana, quantomeno opere che ognuno dovrebbe avere nella propria collezione.




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