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Alex Zanardi – E se domani?

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Oggi voglio parlare di Alex Zanardi e della sua bellisima trasmissione “E se domani” che, recentemente, è andata in onda di Sabato sera su Rai 3.  Per quei (spero) pochi che non sanno nulla di Alex Zanardi, ecco in breve la sua storia…

Alessandro “Alex” Zanardi è un pilota automobilistico che ha corso in tanti prestigiosi eventi (solo nella Formula 1 è stato presente in ben 41 Gran Premi), fra cui lo statunitense Champ Car.

Proprio in quest’ultimo, durante la stagione del 2001 nella finale della gara tenuta in Germania il 15 Settembre, Alex è vittima di un TERRIBILE INCIDENTE che lo ha quasi ucciso!

Durante il rientro in pista, subito dopo una sosta ai box, la macchina di Alex Zanardi va in testacoda a causa, sembra, di acqua e olio presenti sull’asfalto.

La velocità dell’automezzo non era elevata ma il destino ha voluto che, proprio in quel momento, gli piombasse addosso l’auto del pilota italo-canadese Alex Tagliani.

L’impatto, come puoi vedere nel video che ho messo in basso, è stato violentissimo e ha provocato l’istantanea amputazione degli arti inferiori del povero Zanardi.

httpvh://www.youtube.com/watch?v=sgTdjRdtrWs&feature=related

Le sue condizioni apparvero subito disperate ai soccorritori. Dopo aver ricevuto l’estrema unzione fu caricato su un elicottero che lo portò all’ospedale di Berlino, dove rimase in coma farmacologico per ben due settimane.

…Eppure Alex, dato inizialmente per spacciato, si riprese in una maniera a dir poco eccezionale. Ma non finisce qui! 🙂 Dopo una lunghissima riabilitazione, non solo è tornato a camminare grazie a delle apposite protesi, ma addirittura ha ripreso a guidare auto da corsa a livello agonistico (vincendo anche diverse competizioni!!).

Inoltre, si è cimentato anche in manifestazioni sportive dedicate ai disabili vincendone qualcuna (come, per esempio, la Venice Marathon del 2009) .

Inoltre, Alex Zanardi è un uomo che non solo ha deciso di NON piegarsi alla sorte avversa che lo ha duramente colpito, ma è anche in grado di scherzare e ironizzare sulla sua condizione fisica. A tal proposito, ricordo questo suo simpatico intervento in una nota trasmissione televisiva:

httpvh://www.youtube.com/watch?v=TaoJr3kx1uM

Per me è stata una bellissima sorpresa quando ho visto il volto solare e sorridente di Alex in questa trasmissione chiamata “E se domani” di cui ti ho accennato all’inizio.

…Si tratta di un programma di divulgazione scientifica e questo può un po’ stupire dato che Alex Zanardi ha poco in comune con personaggi (molto validi a mio parere) come Piero e Alberto Angela.

Ma allora perché proprio LUI come presentatore? Voglio citare le sue stesse parole: << Io non sono certo un divulgatore né lo diventerò. Non spiego e non salgo in cattedra, ma faccio domande: vorrei essere il tramite fra gli spettatori e lo scienziato a cui chiediamo risposte. >>

E in effetti, guardando il programma, mi è venuto spontaneamente da pensare che Alex era là per fare le GIUSTE DOMANDE. …Chissà, forse proprio quelle domande che noi “comuni mortali” non scienziati vorremmo poter porre agli addetti ai lavori.

httpvh://www.youtube.com/watch?v=urdjyM37lvU&feature=related

Insomma: questo è un mirabile esempio di come sia possibile fare una televisione di altissima qualità ANCHE in Italia!

Lo stesso Aldo Grasso (un critico televisivo molto severo che quando deve “fustigare” qualcuno non ci va mai molto per il sottile) ha promosso a pieni voti “E se domani”.

Cliccando qui puoi vedere un video dove Aldo Grasso dice cosa pensa di questo bel programma di divulgazione scientifica. Una cosa, in particolare, mi ha colpito moltissimo nelle parole di Grasso: << La nota dominante è che il conduttore è simpatico e se è simpatico il conduttore sprizza simpatia sugli ospiti e persino sugli spettatori. >>

…E’ tremendamente vero!! Non so dire esattamente il perché, non è qualcosa di spiegabile a livello razionale, ma Alex Zanardi è riuscito nell’impresa miracolosa di rendere “solari” tutte le persone che, per un motivo od un altro, erano nel suo programma e io stesso, ogni volta che lo guardavo, mi sentivo sempre molto “alleggerito”. 🙂

Concludo con un paio di personalissime riflessioni:

  • Generalizzare è SEMPRE un male! Mi riferisco, in particolare, a tutti quelli con la puzzetta sotto il naso che se ne escono con frasi trite e ritrite come “io non guardo più la tv da secoli perché è tutto uno schifo!”…e poi si perdono trasmissioni eccezionali come questa. Peccato.
  • Tra le varie cose che ho pensato c’è anche questa: ci vorrebbe uno come Alex Zanardi in politica per raddrizzare le sorti del nostro paese. Poi però, molto più realisticamente, mi sono detto: probabilmente, se fosse davvero entrato in politica, non sarebbe lo stesso Alex Zanardi come lo conosciamo adesso. A buon intenditor… 😉

Mark Cannelli


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9 Commenti a “Alex Zanardi – E se domani?”

  1. Umberto says:

    Zanardi è un piccolo GRANDE uomo e dovrebbe essere d'esempio a tutte le persone che troppo spesso usano la parola "impossibile" o che nemmeno tentano di fare qualcosa perché magari sono divorate dalla paura.
    Non hai sottolineato una cosa in questo bellissimo post: Alex è stato un grande pilota di Formula 1 e come tale prendeva molti soldini.
    Purtroppo noi italiani, ma penso che non siamo gli unici, vediamo quasi con disprezzo tutti quei personaggi che fanno uno sport (quindi qualcosa che amano fare e che farebbero anche gratis) e guadagnano tonnellate di denaro.
    Ecco io volevo mettere in evidenza questa cosa che è di fatto una generalizzazione; ci sono calciatori (io amo il calcio) che percepiscono veramente molti soldi, però fanno anche tanta beneficienza (ma questo non viene mai detto), e ci sono piloti o altri campioni come Alex che, dopo aver guadagnato parecchio e aver praticamente perso tutto, hanno avuto la forza di ripartire da zero, con le piccole GRANDI cose che le sono rimaste (come la famiglia), con la volontà di superare momenti terribili e con una carica di simpatia, auto-ironia e ottimismo che non può mai portare a qualcosa di negativo.
    Hai poi ragione a dire che ci sono sempre delle generalizzazioni e io purtroppo ne sono un esempio in questo caso; sono tra quelli che non guarda praticamente più la tv in quanto inondata da programmi spazzatura.
    E poi mi perdo programmi stupendi come questo condotto da Zanardi del quale in effetti ignoravo completamente l'esistenza.
    Grazie quindi per averlo scritto.

  2. Mi collego, come mia consuetudine, al sito di semplifica.com, e trovo la piacevole sorpresa dell’articolo per me sinora più emozionante di questo blog, a fronte di talune mie esperienze di vita.

    E proprio in considerazione del carattere, per certi versi molto intimo, personale, di queste ultime, prima ancora di scrivere questo mio intervento, mi sono domandato se farlo o meno.
    Infatti, sono consapevole che talora, forse, si potrebbe decidere di non condividere tutte le proprie esperienze, soprattutto se molto personali, ma poi ho pensato che comunicare, nella sua radice, nella sua essenza più vera e profonda, significa proprio condividere, cioè mettere in comune esperienze, opinioni, conoscenze, e quindi ho deciso che sì, avrei commentato.

    Ci si potrebbe domandare, quindi, cosa accomuni la ricerca scientifica con una competizione automobilistica.
    A mio avviso lo scopo ultimo che accomuna questi ambiti, anche se magari inconsciamente, almeno all’inizio, non è, forse, così dissimile, e proprio certe mie esperienze ritengo mi abbiano reso partecipe, consapevole di certi aspetti in tal senso.
    E veniamo, quindi, a queste ultime.

    Da ragazzo, ormai un bel po’ di anni fa, ero appassionato di varie attività sportive, che avevano in comune, secondo me, un aspetto, quello della ricerca del limite fino al quale spingersi.
    Limite delle proprie possibilità e limite dell’umana esperienza.
    Attività come la vela, le immersioni subacquee, le gare automobilistiche, erano una mia passione, ed assistevo alle varie gare, manifestazioni, e via dicendo, finchè……

    Mi dissi: ma perché limitarsi ad essere uno spettatore?
    Se mi piace così tanto assistere, chissà cosa proverei, partecipandovi in prima persona?
    Forse, molti si sono posti in tale ottica mentale, e si sono fermati a questo punto, ma io decisi di andare oltre, cioè di mettere in pratica questi miei desideri, forse un po’ incoscientemente, ma con passione e dedizione.
    E così, detti il via ad immersioni, vela e kartismo, cioè corse su go kart.
    Dopo il doveroso allenamento, ecco le mie partecipazioni alle prime competizioni non professionistiche, prima perdente, poi qualcosa vincevo, finchè iniziarono ad essere più le competizioni che vincevo, di quelle che perdevo.
    Gli amici dell’epoca mi sfottevano (giustamente…) un po’, dicendomi: ed allora, a quando la Formula 3? E quando arrivi alla F 1?
    E, a dir la verità, avevo anche fatto un pensierino al fatto che, forse, quella avrebbe potuto rappresentare non solo una passione, ma qualcosa di più, finchè……

    Un certo giorno, durante una corsa, uscii di pista con il mo go kart, e fu…il buio….all’inizio…
    Il nulla…poi….qualcosa successe…
    Praticamente, mi ritrovai ad osservare me stesso disteso sul tavolo operatorio di un ospedale….
    Era una sensazione molto strana…..
    Vedevo me stesso, come se io fossi fuori del mio corpo terreno, e mi percepivo in aria, come se il mio corpo fosse di luce, ma invisibile agli altri, una sorta di corpo etereo, come qualcuno forse lo definirebbe, ma che era legato a quello fisico da una sorta di cordone ombelicale fatto di luce….
    Stavo forse sognando?

    Devo dire che mi stavo domandando cosa stesse succedendo…ero forse impazzito?
    Stavo sognando?

    Comunque, seguii l’operazione finchè…all’improvviso mi sentii nuovamente rientrare nel mio corpo fisico……
    E mi ritrovai in un letto d’ospedale…..

    Ebbi poi modo di raccontare al chirurgo quello che avevo creduto di vedere, e mi resi conto che non si era trattato di una fantasia o di una visione.
    Tutto corrispondeva alla realtà.

    Ritornando a quell’episodio, devo dire che cercai di comprendere l’intimo significato di quanto verificatosi, e giunsi alle seguente conclusione:
    anche il correre, forse, era stata una ricerca del superamento del limite, quel normale limite umano, che separa la nostra comune conoscenza e percezione da qualcosa di completamente diverso.
    In fondo, potevo dire di non essere più tra le tante persone che si domandano se esista una realtà diversa, perché un conto è credere ed un conto era sapere….

    Per me, quindi, nulla di strano in questa attività di presentatore di un programma scientifico.
    Esiste un intimo filo conduttore, in tutto ciò: la ricerca dei propri limiti ed il tentativo di superarli, forse inconsciamente, ed in fondo ci sono molti interrogativi comuni, a costruire un filo rosso in queste diverse attività:
    quando uno sale su un bolide da competizione, è come se si domandasse: questa volta ce la farò?
    Fin dove oserò spingermi, e saprò controllare la situazione?

    E quando si fa ricerca scientifica, in fondo ci si domanda:
    quali sono i limiti dell’umana conoscenza?
    Riusciremo a superarli?
    E qual’è l’intima essenza della realtà?

    Personalmente, vedo questi interrogativi strettamente connessi, e forse sarà anche per questo che anch’io sono sempre stato appassionato tanto a certe attività, quanto alla ricerca scientifica, soprattutto quella che ricerca l’intima essenza della realtà, l’origine dell’Universo e la sua possibile evoluzione.

    In fondo, in ognuno di noi esiste un microcosmo, che riconduce al macrocosmo, e certe attività, forse proprio in quanto pericolose, nel tentativo di superare i normali, consueti limiti umani, probabilmente riconducono, sia pur inconsciamente, a tutto ciò.

    • Giando says:

      Volevo sapere da Gian Piero (solo se vuoi rispondere) se mentre eri "fuori dal corpo" sentivi dolore e se riuscivi ad ascoltare le voci. La mia domanda non nasce da una morbosità per il tuo vissuto, ma da una conferma di una mia personale teoria sulla vita dopo la morte.

  3. Dunque, non percepivo alcun dolore, alcuna sensazione corporea…..ma riuscivo a sentire ed a vedere tutto.
    Il tutto accompagnato da una sensazione di pace e benessere spirituale che non avevo mai provato.

    Devo sinceramente ammettere che il ritorno al corpo fisico, diciamo così, è stato accompagnato da una sensazione di decisa spiacevolezza, proprio come se non desiderassi tornare qui.

    Approfondendo poi talune ricerche, ho appurato che sembrerebbe che tale esprienza capiti a diverse persone, ma non necessariamente a chi è morto, in quanto potrebbe capitare anche a chi riesce a gestire, volontariamente, una sorta di viaggio fuori dal corpo, oppure a chi ha subito un forte trauma, anche senza arrivare a morire.

    Mi piacerebbe conoscere la tua teoria, Giando….

    • Giando says:

      Grazie mille per la risposta e confermo che è una esperienza non così poco frequente. La mia teoria sarebbe un pò troppo lunga da riportare e forse non interessebbe agli altri lettori, ma riquarda la conferma della esistenza dell' anima. Grazie ancora.

    • Carissimo Gian Piero,
      grazie per aver condiviso con noi la tua esperienza peri-mortale.
      Per me è stata una ulteriore conferma che al momento della morte la mente non si interrompe.
      A questo punto devo puntualizzare che non dobbiamo confondere il cervello con la mente in quanto il cervello è materia e come potrebbe mai la materia produrre la mente? Se il cervello avesse questa capacità gli scienziati lo avrebbero già prodotto in laboratorio.
      La materia è materia e la mente è mente.

      Il cervello può trasformare la mente, ma non può produrla.

      Venendo al dunque al momento della nostra morte il corpo cessa di funzionare, ma la mente, con il suo flusso di esperienza continua e tu ce ne hai dato testimonianza.
      La tua mente è restata con te anche dopo la tua morte clinica!

      Nel sesto secolo avanti Cristo il Buddha insegnava che il continuum mentale degli esseri viventi non cessa al momento della morte fisica.

      Quindi il lavoro che noi facciamo sulla mente è l'unico che non va mai perso ed ogni nostro sforzo di ripulirla dai veli oscuratori è ciò che ci proteggerà.

      Riguardo alla tua ricerca se questa esperienza potrebbe capitare a qualcuno, ti posso rispondere che questo stato particolare è simile allo stato di "Rigpa" e moltissime persone che approfondiscono la conoscenza della nostra mente e fanno meditazione riescono ad andarci.

      Ti ringrazio ancora per la tua condivisione.

      Grazie per gli auguri.
      Io ti auguro sempre più consapevolezza, saggezza e desiderio di togliere ogni velo oscuratore, ti auguro veramente un buon Karma.
      Ti abbraccio con affetto.

      • Grazie delle tue parole.

        Un abbraccio da parte mia e, visto che segui certe discipline, namasté.

  4. Non sapevo avesse fatto una trasmissione.
    Zanardi è una di quelle persone che vanno solo ammirate e prese da esempio.
    Alla fine i nostri "problemi" non sono niente a confronti a quello che è successo a lui eppure lui si è rialzato più forte e felice di prima.

    A presto

  5. La vita è un'opportunità per tutti … credo che Alex la stia sfruttando alla grande e nella vita la società ha bisogno di esempi … di riferimenti per non sprecare nemmeno una goccia di quello che ci viene offerto e bere tutto con avidità e gusto …

    Alex è uno di quelli che ammiro tantissimo e che per me sono un punto di riferimento … chissà se tutti riuscissimo a comportarci come lui che cosa succederebbe?!

    Chissà cosa succederebbe se il mondo si arricchisse sempre più di persone di questo calibro che ogni giorno guidano semplicemente con il loro esempio?

    Ecco perchè dico che la vera rivoluzione nel mondo si fa partendo da se stessi!

    Capite che cosa intendo?

    Sarebbe proprio bello se Alex venisse a conoscenza di questo articolo e di questo blog e sarebbe bello avere un suo commento in questo articolo!

    Mai porre limiti alla provvidenza!

    Quando piantiamo un seme è già l'inizio di una nuova vita!

    Michele




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