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Come investire al meglio i tuoi soldi?

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Come investire al meglio i tuoi soldi?

Ricevo tutti i giorni tantissime email di persone che non hanno la più pallida idea di cosa fare per investire i loro soldi, tanti o pochi che siano, in questo periodo di grave crisi e incertezza economica.

Ora non mi voglio mettere a fare un’analisi politica, economica e sociale delle cause che ci hanno portati fino a questo punto, altrimenti ci sarebbe da scrivere un vero e proprio romanzo.

Pertanto, mi limiterò a darti dei consigli generali dettati dalla mia esperienza concreta di investitore…tenendo ovviamente in debito conto questo particolare clima politico ed economico che richiede di investire in modo particolarmente attento.

Fatte queste doverose premesse, prima di tutto, mi sento di sconsigliare quegli investimenti che prevedono lunghe scadenze! In pratica, evita quei titoli che rimangono in paniere per più di 5 anni…

…Di conseguenza: no BTP  con durata superiore al quinquennio, no CCT che durano più di 5 anni e no investimenti azionari con strategia da cassettista di lunghissimo corso.

In genere consiglio sempre di bilanciare un paniere, almeno nella sua componente obbligazionaria, in 2/3 statali e 1/3 private. Tuttavia, di questi tempi, mi lancerei su un “fifty-fifty”.

Direi che un buon compromesso è quello di puntare al massimo un terzo del capitale destinato all’obbligazionario su BTP e CCT quinquennali (magari in egual misura), un terzo in titoli biennali (gli stessi ma a due anni) e un terzo addirittura in BOT semestrali e annuali (che in genere ho sempre sconsigliato).

Questo perché, quando il mare è in tempesta, è sempre meglio navigare a vista. Alle scadenze brevi si può sempre rimediare, comprando successivamente titoli lunghi.

La componente privata consiglio di aumentarla in quanto, nelle lotte fra economie nazionali, le industrie sono meno colpite perché possono traslocare facilmente.

Inoltre per frenare i tassi d’interesse crescenti si tende a tagliare il costo del denaro, di conseguenza il costo del prestito, e ciò avvantaggia i privati.

Una buona soluzione potrebbe essere quella di puntare metà dei corporativi in obbligazioni strutturate bancarie e metà su obbligazioni reversibili.

Al momento starei un po’ più lontano dalle azioni, almeno finché non si individua un trend crescente con ragionevole sicurezza. Interessante potrebbe essere l’acquisto di beni rifugio come oro e argento.

In realtà io me ne sono liberato ad Agosto, ma in quel momento non era ancora iniziato l’attacco speculativo contro l’Italia e il prezzo dell’oro stava per scendere.

Oggi l’oro è sempre alto, però non è tanto su  un’ulteriore salita che bisogna puntare ma al fatto che è quotato in dollari e, se il piano di far svalutare l’euro funziona, si potrebbe guadagnare molto dal comprare oro in euro forte e poi rivenderlo con l’euro debole.

Inoltre, in caso di ritorno alle valute originali nazionali, un bel po’ di oro potrebbe essere un ottimo affare col quasi sicuro crollo della lira (che potrebbe perdere il 50% del valore rispetto al dollaro).

Detto questo, ti posso solo sconsigliare di puntare sull’immobiliare in quanto nel prossimo futuro il mercato è destinato a chiudersi e quindi il prezzo degli stessi a crollare.

Potrebbe essere una buona occasione scommettere sul mattone al finire della tempesta (al momento ancora non si intravede), che permetterebbe di acquistare a poco in un mercato che ritornerà in espansione dei prezzi.

Per concludere, se tu non hai la più pallida idea di come proteggere e far fruttare i tuoi soldi…beh allora stai pur sicuro che ci sarà QUALCUNO (di certo non io!) che lo vorrà fare al posto tuo dandoti consigli interessati che, molto probabilmente, non saranno nel TUO interesse.

Tempo fa ho creato un video corso dove ho riversato tutta la mia esperienza di investitore e dove dico chiaramente e con parole semplici, senza mai dare nulla per scontato, come muoversi in questo campo per fare i TUOI veri interessi.

E per fare bene NON è necessario che tu sia un esperto di finanza, in quanto spiego tutto DA ZERO e con esempi concreti, poiché voglio che TUTTI siano in grado di poter gestire al meglio e da soli i loro soldi.

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Attualmente viene venduto a 197 euro + iva (238 euro iva inclusa) e mi rendo conto che, in questo peridodo di crisi, potrebbe essere una cifra un po’ alta per qualcuno…

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Ti consiglio di approfittare subito di questa offerta, perché vale solo per oggi e poi non ho la più pallida idea se e quando la rifarò in futuro.

Penso che, per qualche decina d’euro, è sicuramente il più bel regalo di Natale che puoi farti (è in ballo il tuo futuro economico…).

Patrizio Messina


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14 Commenti a “Come investire al meglio i tuoi soldi?”

  1. Stefano scrive:

    Eddai, basta crisi, ormai la crisi è finita! Tutti si stanno un po' rialzando, Italia compresa (dove nel solo 2011 si sono venuti a creare ben 80.000 posti di lavoro). Si sa che in Italia l'economia è a pezzi, ma non è un "periodo", è così dagli anni '70 e ora i nodi vengono al pettine. ;) Anche se l'economia italiana non collasserà, non nel prossimo decennio almeno.

    Chiarito questo… Sicuro di voler investire sui BTP e simili? Hanno un rendimento che a mala pena bilancia l'inflazione. Poi se non sbaglio adesso il prezzo di mercato è inferiore a quello nominale, e già lì le cose potrebbero farsi più interessanti.

    Tuttavia, io resto dell'opinione che investire in titoli di stato a rendimento fisso debba essere l'ultima risorsa se proprio nono sai cosa fare.

    Buona idea invece l'oro: pare abbia cicli mensili, e pare che siamo all'inizio di una fase rialzista. Quindi se si vuole rischiare conviene farlo in giornata (non assicuro niente eh, di fare l'analisi dei cicli non ho voglia ;) ).

    • Scusa questi dati da dove escono fuori? Il 2011 è il primo anno in cui la grande Germania per la prima volta dal dopo guerra, non ha avuto una crescita (prima era abituata ad andare sempre in positivo di non meno di 3%). La Francia è andata in decrescita. L’Italia sostanzialmente decresce da dieci anni (quando va bene fa +0.5 altrimenti va sotto zero). L’Istat la scorsa settimana ha detto che fra il 2008 ad oggi si sono persi più di un milione di posti di lavoro solo nel nostro paese… Per non parlare di quelli che si sono precarizzati.
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      Si sa che in Italia l'economia è a pezzi, ma non è un "periodo", è così dagli anni '70 e ora i nodi vengono al pettine. ;) Anche se l'economia italiana non collasserà, non nel prossimo decennio almeno.
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      Esattamente è dal 68. I nodi erano venuti al pettine già dopo un anno, solo che per tamponare l’errore si è voluto attingere a prestiti per comprarsi la pace sociale. Questo è il motivo del crescere del debito pubblico. Con l’entrata nell’euro la cosa si è aggravata in quanto non potevamo controbattere alla diminuzione di produzione inflazionando la moneta. Il problema è che già da oggi si sa, ma i politici non hanno il coraggio di dirlo, che la crisi perdurerà in modo crescente per altri 10/15 anni (il motivo è lungo da spiegare e ho fatto un articolo nel mio blog a riguardo). Alla fine collasserà tutto il mondo occidentale per come lo vedi oggi, il che non sempre è un male, dipende da come si affronta la questione.
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      Chiarito questo… Sicuro di voler investire sui BTP e simili? Hanno un rendimento che a mala pena bilancia l'inflazione. Poi se non sbaglio adesso il prezzo di mercato è inferiore a quello nominale, e già lì le cose potrebbero farsi più interessanti.
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      Allora attualmente il rendimento dei titoli di stato italiani si aggira intorno al 7% annuo contro un inflazione media del 2%. Quindi conviene al momento più di qualunque altro tipo di investimento.
      Il mercato in questo momento paga molto meno le obbligazioni emesse fino a qualche mese fa, in quanto davano un interesse inferiore al 4% e quindi nessuno compra obbligazioni vecchie al 4% se le nuove danno il 7%. Quindi chi vuole liberarsi di vecchie obbligazioni deve piazzarle a circa metà del prezzo nominale per compensare il basso rendimento. Al momento non conviene affatto vendere obbligazioni ma comprarle.
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      Tuttavia, io resto dell'opinione che investire in titoli di stato a rendimento fisso debba essere l'ultima risorsa se proprio nono sai cosa fare.
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      Questo è vero, infatti dico di farlo a breve periodo aspettando un trend valido per le azioni o altro.
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      Buona idea invece l'oro: pare abbia cicli mensili, e pare che siamo all'inizio di una fase rialzista. Quindi se si vuole rischiare conviene farlo in giornata (non assicuro niente eh, di fare l'analisi dei cicli non ho voglia ;) ).
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      Parli di cicli proprio a me che sono stato une dei primi a portare questa tecnica in Italia, se non il primo… ;-)
      Il tuo sistema prevede l’investimento di tipo speculativo, ma io sto parlando nel mio articolo e nel videocorso, di investimento a lungo termine e di risparmio dove l’acquisto alla giornata mal si addice allo scopo.

    • Alberto scrive:

      Caro Mark sono d'accordo con te prudenza e orrizonte temporale non troppo lungo, obligazioni di stato a rendimento fisso non oltre 2 anni, ma da tenere sottocchio… tutti i principali indici finanziari da $SPX, $STXX50 e $FTSE incolfati in una trading range (se si guarda un time frame montly che ci da una visione di medio periodo).

      Questo ci dice che i grossi investitori non sanno bene che fare e stanno speculando piuttosto che investendo. Per quanto diceva Stefano….. si l'oro è un bene rifugio ma se guardiamo il grafico del future relativo dopo il massimo di agosto ripetuto e superato a settembre (dove poi e sceso dal massimo di ben 389 dollari l'oncia per chiudere a -297$ dal suo masimo) ora viaggia in trading range sensa una chiara direzione. lo stesso ragionamento è fattibile per l'argento. Io credo, ma non sono un indovino e tutto deve essere confortato da segnali operativi chiari che una soluzione per non farsi troppo male sia quella di investire in ETF(GLD per l'oro e SLV per l'argento) ma non a casaccio solo dopo aver verificato gli opportuni segnali operativi.
      Comunque Buone Feste a tutti che siano serene e di stimolo per un 2012 prospero…. dopo tutto la parola crisi contiene in se anche il significato di opportunità

      Alberto

      • Mark Cannelli scrive:

        Ehm…veramente non sono io l'autore dell'articolo, ma Patrizio Messina! :-)

  2. Sta per iniziare un nuovo anno……
    Colgo quindi l’occasione per un sincero augurio a tutti gli utenti del blog.
    Come di consuetudine, si pongono diversi interrogativi, in questo periodo, relativamente ai mercati finanziari ed alle possibilità di investimento, in una situazione peraltro molto delicata, come l’attuale, sia per la tenuta del debito pubblico, sia per le prospettive della moneta europea.
    Cosa succederà?

    La mia opinione riconduce alle seguenti considerazioni.

    Il trend di fondo dei mercati azionari occidentali pare legato a diverse interpretazioni, soprattutto in base ad analisi tecniche e cicliche di lungo termine, fondate su metodi diversi.
    Sul piano grafico, è abbastanza evidente un trend primario rialzista, pluriennale, sul quale i principali indici occidentali (come FTSE MIB, Dax, Dow Jones) hanno trovato un minimo di rilievo nei mesi di Settembre/Ottobre.
    Se tale configurazione dovesse essere confermata, allora probabilmente quel minimo sarebbe di lungo termine.
    Alcune analisi algoritmiche, cioè basate sull’elaborazione matematica dei prezzi, tendono invece a ritenere che il minimo di lungo probabilmente non sia ancora stato raggiunto, ma destinato con probabilità ad essere raggiunto non prima del primo semestre 2012, peraltro su livelli di prezzo non necessariamente inferiori a quelli dei mesi di settembre/ottobre.
    Possiamo desumere una conferma di tali proiezioni da alcune tecniche frattali, che cercano di disegnare anticipatamente il trend futuro.
    Nell’ottica del cassettista, quindi, si potrebbe consigliare non di fare che investire massicciamente sull’azionario, ma di destinare a tale settore solo una percentuale del proprio capitale, variabile secondo i propri obiettivi di investimento e la personale propensione al rischio.
    Tale percentuale non andrebbe, peraltro, investita in un’unica soluzione, ma in più tranches, in corrispondenza, ogni volta, di una netta spinta ribassista, e comunque in modo tale da acquistare su prezzi possibilmente inferiori alla volta precedente, così da ridurre il prezzo medio di acquisto.
    Ovviamente, occorre avere un’ottica temporale dell’investimento di medio/lungo termine, anche con obiettivi a cinque o più anni.

    Una conferma in tal senso deriva dal rapporto tra materie prime ed indici azionari.
    Al fine di individuare su cosa sia meglio puntare, potrebbe infatti essere agevole un’analisi basata sul rapporto tra una materia prima per eccellenza, l’oro, ed uno dei principali indici azionari mondiali, il Dow Jones.
    Si costruisce, in tal senso, un indicatore di forza relativa, che consente interessanti indicazioni.
    Fermo rimanendo che anche l’analisi tecnica basata su tali tipologie di indicatore non è una sfera di cristallo, e mettendo quindi nel dovuto conto possibili falsi segnali, va comunque sottolineato come alcuni segnali, basati su indici di momentum di medio/lungo termine, relativi al predetto indice di forza relativa, diano indicazioni cicliche rialziste sull’azionario, e ribassiste sull’oro.
    Tali indicatori di momentum sono spesso in grado di fornire significative indicazioni anticipatrici.

    Soprattutto se venisse confermato il segnale grafico, sui principali indici azionari occidentali, relativo alla possibile formazione di un minimo di lungo termine, in coincidenza con i bottom di settembre/ottobre, andrebbe peraltro considerata la probabilità che, a livello macroeconomico, la crisi sia destinata a trovare un punto di minimo, a sua volta, verso il periodo marzo/giugno del prossimo anno.
    Va infatti considerato che l’arco temporale, con cui la borsa italiana tende ad anticipare il punto di svolta di un trend economico, si attesta sui 6/9 mesi.
    Curioso, in tal senso, osservare anche l’incremento che si è avuto sia dei trasporti su ruota, sia dei trasporti marittimi, in Italia.
    Per la prima volta da ormai parecchio tempo, il porto di Genova ha registrato un incremento dei trasporti di merci.
    Come noto, anche secondo la famosa teoria di Dow e Jones, da cui trae appunto origine il nome dell’indice statunitense, una ripresa del settore dei trasporti è condizione indispensabile per una ripresa economica effettiva.
    Tutti segnali, quindi, che vanno a confermare, anticipandola, una probabile ripresa duratura dell’azionario, a scapito, al momento, di materie prime come l’oro.
    Del resto, se si analizza la durata media dei cicli economici nei principali paesi occidentali, non si arriva a conclusioni diverse.
    Grossa incognita, rispetto allo scenario dianzi descritto, a livello macreoeconomico l’effetto recessivo della manovra del governo Monti.
    A livello tecnico, occorrerà monitorare attentamente la tenuta della trend line supportiva di lungo, che interseca sui principali indici azionari il minimo dei mesi di settembre/ottobre.

    L’investimento in oro parrebbe dettato più da considerazioni valutarie, che da possibilità di un’intrinseca rivalutazione.
    Ma bisognerebbe, per ipotizzare questo, puntare sopratutto su una continuazione della crisi dell’euro, che pare condizionata più da fattori politici, che da variabili economiche, e quindi di più difficile previsione.

    Obbligazioni: tutti coloro che, come le imprese, solitamente possiedono sia debiti, che crediti, cercano di ristrutturare la propria posizione finanziaria, tentando di abbreviare la durata dei primi (cioè incassare prima dai propri debitori) ed allungare la durata dei secondi (cioè posticipare i pagamenti ai propri creditori).
    Anche per questo motivo, pare più agevolmente sostenibile il debito contratto a lungo termine.
    Quando una crisi di liquidità interviene, elevando il rischio di default di un emittente di titoli obbligazionari, privato (come un’impresa) o sovrano (uno stato), è più facile che nel lungo termine le cose si aggiustino, mentre problemi maggiori si hanno di solito a breve termine.
    Quindi, chi decidesse di contemplare l’obbligazionario tra i settori su cui dirottare parte dei propri investimenti, dovrebbe considerare due diversi fattori.
    Sicuramente, i titoli a scadenza più ravvicinata hanno una volatilità inferiore, rispetto a quelli a scadenza più lontana, e quindi chi privilegiasse la stabilità delle quotazioni, anche nell’ottica di vendere i titoli prima della relativa scadenza, farebbe meglio a non considerare scadenze troppo lontane.
    Chi, invece, avesse un’ottica di investimento con l’obiettivo di portare a scadenza i titoli, potrebbe privilegiare scadenze più lontane.
    In particolare, credo che oggi certi titoli di stato, segnatamente i BTP, offrano sulle scadenze lontane rendimenti, e rapporti di rendimento/rischio, particolarmente appetibili.
    Inoltre, da non dimenticare che, con la manovra della scorsa estate, cioè quella ideata da Tremonti, con il governo Berlusconi, è cambiata l’imposizione fiscale, che vede l’aliquota privilegiata del 12,5% applicata solo più sui titoli di stato, non più sul settore corporate.
    Chi volesse investire, diversificando, anche sul settore privato, dovrebbe peraltro basarsi anche sull’analisi dei singoli titoli, cioè di quelle realtà che presentino i fondamentali più solidi.
    Alcuni analisti prevedono significative sorprese, già per l’anno in corso, dal settore delle biotecnologie e della medicina innovativa, due comparti che, quindi, potrebbero consentire, se le indiscrezioni saranno confermate, un po’ di sprint in più al proprio portafoglio, sia a livello obbligazionario che azionario.

    Infine, consideriamo il settore immobiliare.
    Gli immobili vanno acquistati in periodi di crisi economica, e rivenduti in periodi di espansione.
    Di solito, in periodi di crisi (eccettuata l’attuale, legata alla particolare situazione della crisi del debito pubblico) troviamo tassi bassi e prezzi a sconto, rispetto al reale valore dell’immobile, mentre i prezzi tendono ad incrementarsi ed a raggiungere quotazioni a premio, cioè superiori al proprio valore intrinseco, nei periodi di espansione.
    Qui ci viene in aiuto l’analisi fondamentale, che consente una delle principali formule per la valutazione del giusto prezzo, o fair value, di un immobile.
    In pratica, si deve considerare il canone di locazione annuo che quell’immobile consente di ottenere sul mercato.
    Da questo canone di locazione vanno sottratti i costi annui, come tasse, oneri di gestione, e via dicendo.
    Quindi, il canone netto va diviso per un tasso, che varia secondo il periodo di riferimento e la tipologia di immobile (questi tassi si possono tranquillamente reperire su riviste e pubblicazioni specializzate).
    Detto questo, è evidente che se i tassi sono più bassi, l’immobile tende ad avere un valore intrinseco superiore.
    Un po’ come in borsa.
    E’ quindi evidente che tale formula, detta di capitalizzazione della rendita, consente di individuare proprio in fasi come quelle recessive la maggior probabilità di fare affari investendo in immobili.
    A mio avviso, comunque, è sempre opportuno acquistare al di sotto del prezzo di mercato, ad esempio acquistando da chi ha fretta di vendere, o alle aste, o nelle cosiddette operazioni prima delle aste, cosiddette di saldo e stralcio.
    In questi casi, acquisti l’immobile sicuramente a prezzo inferiore a quello di mercato.
    Mai dimenticare, comunque, di valutare attentamente l’immobile in base a varie caratteristiche, ed eventualmente, se non si è sufficientemente esperti per farlo autonomamente, farlo valutare da un perito.
    L’ideale sarebbe effettuare operazioni a leva, cioè facendosi finanziare la maggior parte dell’importo, relativo a prezzo di acquisto ed oneri accessori, da una banca, il che consente che uno investa solo una parte dell’importo necessario.
    Il debito contratto con la banca dovrebbe essere pagato tramite i canoni di locazione, conseguenti all’affitto dell’immobile.
    Va tuttavia precisato che oggi le banche tendono a consentire tali finanziamenti in modo molto più restrittivo, rispetto al periodo precrisi, e comunque richiedono, solitamente, che colui cui viene concessa la linea di credito sia dotato di autonoma capacità esdebitativa, cioè deve essere in grado di pagare autonomamente le rate del finanziamento o mutuo, così da poter dar maggiori garanzie di restituzione alla banca, anche per il caso in cui l’inquilino non paghi, o sia venuto meno il rapporto di locazione.

    • Nell’ottica del cassettista, quindi, si potrebbe consigliare non di fare che investire massicciamente sull’azionario, ma di destinare a tale settore solo una percentuale del proprio capitale, variabile secondo i propri obiettivi di investimento e la personale propensione al rischio.
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      In ogni caso, bisogna sempre aspettare che il dato è confermato. Una delle prime regole di chi fa trading o investe e sempre quella di non comprare su una sensazione ma su un dato certo. Prima aspetti che il mercato svolta, poi, quando tutto sembra confermare ciò, aumenti gradualmente l’investimento.
      Se, come sembra, il minimo di toccherà nel secondo semestre del 2012 o anche nel primo del 2013, allora al momento non conviene entrare nel mercato. SI aspetta il minimo, poi, dopo un certo numero di mesi si avranno i primi segnali di conferma e solo a questo punto di entra gradualmente.
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      Tale percentuale non andrebbe, peraltro, investita in un’unica soluzione, ma in più tranches, in corrispondenza, ogni volta, di una netta spinta ribassista, e comunque in modo tale da acquistare su prezzi possibilmente inferiori alla volta precedente, così da ridurre il prezzo medio di acquisto.
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      Io sono per l’ingresso graduale nelle fase ribassiste su trend chiaramente rialzista.
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      Curioso, in tal senso, osservare anche l’incremento che si è avuto sia dei trasporti su ruota, sia dei trasporti marittimi, in Italia. Per la prima volta da ormai parecchio tempo, il porto di Genova ha registrato un incremento dei trasporti di merci.
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      Purtroppo sono soprattutto merci che entrano dalla Cina piuttosto che merci uscenti dal nostro paese.
      Questo come dici tu è un anticipatore di un rialzo futuro dell’azionario, ma vorrei ricordare che non per forza corrisponde al rialzo del nostro indice. Potrebbe anche verificarsi il rialzo di quelli asiatici e il ribasso del nostro.
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      Ma bisognerebbe, per ipotizzare questo, puntare soprattutto su una continuazione della crisi dell’euro, che pare condizionata più da fattori politici, che da variabili economiche, e quindi di più difficile previsione.
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      A tal proposito ho scritto un bell’articolo sulle politiche economiche che influenzano la crisi di oggi nel mio blog. Lo trovate all’indirizzo http://www.investifacile.net . E la serie di articoli che si chiamano “la crisi di oggi: nome_singolo_articolo”. Al momento sono alla parte 6 di 13. Se andate indietro trovate tutte le altre parti.

      • In ogni caso, bisogna sempre aspettare che il dato è confermato. Una delle prime regole di chi fa trading o investe e sempre quella di non comprare su una sensazione ma su un dato certo. Prima aspetti che il mercato svolta, poi, quando tutto sembra confermare ciò, aumenti gradualmente l’investimento.
        Se, come sembra, il minimo di toccherà nel secondo semestre del 2012 o anche nel primo del 2013, allora al momento non conviene entrare nel mercato. SI aspetta il minimo, poi, dopo un certo numero di mesi si avranno i primi segnali di conferma e solo a questo punto di entra gradualmente.
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        Si, certo, ma io mi riferivo a quei cassettisti che cercano di investire non aspettando l'analisi tecnica.
        Il cassettista puro segue l'analisi fondamentale sopratutto di singoli titoli, senza aver la certezza dei minimi, ed ora parecchi titoli sono sottovalutati.
        Questo non significa che non si possa scendere ancora più in basso…..
        Per questo tipo di investitore l'analisi tecnica di lungo serve, direi, non tanto per avere una conferma di svolta, quanto per cercare di puntare non al minimo, cosa praticamente impossibile, ma all'area dei possibili minimi, acquistando comunque basso.
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        Purtroppo sono soprattutto merci che entrano dalla Cina piuttosto che merci uscenti dal nostro paese.
        Questo come dici tu è un anticipatore di un rialzo futuro dell’azionario, ma vorrei ricordare che non per forza corrisponde al rialzo del nostro indice. Potrebbe anche verificarsi il rialzo di quelli asiatici e il ribasso del nostro.
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        In effetti, mi riferivo proprio a dati desunti da movimenti calcolati su merci italiane, anche se naturalmente i dati possono essere letti anche diversamente.
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      • Max Soldini scrive:

        Questo argomento merita di essere approfondito.

        • Michele scrive:

          Be' io ci meterò tutta la notte per leggere tutti i commenti di questo blog! Complimenti! Poi cercherò di aggiungere qualcosa ma è stato scritto tantissimo! Complimenti a tutti!

  3. Umberto scrive:

    Concordo con Stefano, basta parlare di crisi….concentrando le proprie risorse e le proprie energie su di essa si ottiene soltanto il risultato di accentuarla.
    Per quanto riguarda gli investimenti consigliati anche io mi fido poco dei vari BOT, BTP, CCT e altre sigle simili che sono incomprensibili alla maggior parte della gente…..ma parlo di profano :-) quindi solo in base alle mie sensazioni.
    Invece consiglio sempre l'investimento immobiliare in quanto lo ritengo uno dei pochi settori anti-crisi; si è vero, il valore di alcune proprietà si potrebbe abbassare in questo periodo….le banche potrebbero faticare maggiormente ad erogare mutui….E ALLORA??
    Ci sono altri modi per investire in immobili senza grossi sforzi economici, calcolando il rischio e guadagnando utili molto profittevoli.

    • Concordo con Stefano, basta parlare di crisi….concentrando le proprie risorse e le proprie energie su di essa si ottiene soltanto il risultato di accentuarla.
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      Attento a non cadere nel tranello in cui è caduto Berlusconi. Lui pensava erroneamente che questa crisi (e anche la precedente di inizio millennio), fossero causate come sempre nella storia moderna, da una sfiducia nei consumi. Cioè che per un effetto di paura psicologica si fossero ridotti i consumi e a sua volta questo innesca la crisi di produzione che a sua volta fa crollare le borse che a sua volta provoca i licenziamenti e così via.

      Purtroppo questa crisi è differente da quelle superate nel passato. Questa crisi deriva dalla delocalizzazione selvaggia delle produzioni in oriente. Visto che si è delocalizzato, si sono persi i posti di lavoro in occidente (e si continuano a perdere). La perdita dei posti ha creato la crisi di consumi (per mancanza di guadagni), che innesca di conseguenza altra disoccupazione e così via. Il problema è che i buoi sono tutti scappati dalla stalla e non puoi più riprenderli sicché, le economie occidentali oscilleranno al ribasso per ancora molto tempo quindi, i rialzi del futuro saranno solo delle frenate di recessione e si passera da una recessione all’altra. Il processo finirà quando tutto il dislocabile sarà dislocato e ci si stabilirà in un altro equilibrio basato su altri sistemi.
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      Invece consiglio sempre l'investimento immobiliare in quanto lo ritengo uno dei pochi settori anti-crisi; si è vero, il valore di alcune proprietà si potrebbe abbassare in questo periodo….
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      Ne sei sicuro? La accendiamo? 
      Allora, visto che la produzione industriale occidentale calerà fino ad arrivare ad i minimi termini e con esso anche il numero di posti di lavoro, in futuro nessuno potrà comprarsi una casa accendendo un mutuo e di conseguenza il prezzo dell’immobile crollerà e rimarrà a terra.
      Inoltre, cosa che pochi sanno, in un paese di tipo industriale, l’optimum delle nascite è di 2 figli per donna, ma siccome smantelleremo l’industria la gente, o in modo autonomo, o aiutato dallo stato, tenderà a cambiare questi valori per adattarsi al nuovo sistema. Siccome non saremo più industriali, e neanche agricoli (in quanto esportare alimenti verso l’oriente sarebbe fuori mercato), dovremo basarci su un economia dei servizi. Il problema è che questo tipo di economia ha bisogno di un tasso di natalità negativo per molto tempo, almeno fin quando le popolazioni occidentali non rientrino sotto un certo numero di abitanti (per l’Italia meno di 50 milioni). Ciò significa anche che i figli per donna scenderanno a circa 1 o poco più.

      Con tale tasso di crescita, aggiunto ad annullamento dell’immigrazione (che tanto non troveranno lavoro), permetterà di utilizzare gli immobili attuali senza aumentarne il numero. Questo si traduce in una mancanza di richiesta di immobili che terrà molto basso il prezzo. Investire in un immobile potrebbe tramutarsi in un investimento piatto o al ribasso per molti decenni.

      A tal proposito mio padre sta cercando di vendere un immobile in Sicilia e dopo aver trovato un acquirente, esso ha rinunciato all’acquisto per via del fatto che hanno introdotto l’ici nelle prime case. Anche ciò farà crollare il valore degli immobili…

  4. Le obbligazioni sono un'ottima opportunità di investimento per il loro basso rischio, tuttavia ultimamente anche i titoli di stato hanno vacillato e non sembrano più così sicuri come lo erano una volta.

    Dopo la riforma Monti quello che è quasi sicuro è che l'Italia riuscirà a ristabilire il debito pubblico, ma purtroppo questo non vuol dire che siamo fuori dalla crisi: le proiezioni del PIL sono passate da -0,4% a -2,5%.

    Se togli i soldi alle persone queste non spendono più ovviamente. Certo la riforma era obbligatorio farla, ma forse si poteva fare in modo diverso.

    Prevedo che fino alla seconda metà del 2012 questo clima di crisi continuerà a rimanere: a niente servono interventi della BCE o altre misure, la prima cosa da fare è permettere alle persone di avere i mezzi per rialzarsi e rialzare l'economia perchè l'economia non la fa la BCE o qualsiasi altro ente, ma la fanno i cittadini che spendono.

    Monti ha fermato proprio la base dell'economia, sicuramente avrà tantissime conoscenze, ma non mi sembra che quella adottata sia stata la migliore soluzione possibile.

  5. A proposito di crisi e manovre vorrei sottolineare il fatto che non è stato messo in sicurezza un bel niente. Al momento è tutta teoria. Se aumento l'ICI = IMU in maniera progressiva e come base imponibile adotto il numero di immobili probabilmente il risultato sarà quello di rendere il mattone non più un ottimo investimento pertanto l'immobiliarista liquiderà il proprio investimento o lo intesterà a terzi. A questo punto mi chiedo: Monti da dove prenderà i soldi? L'Italia si mette in sicurezza chiudendo i buchi che fanno acqua…

  6. Michele Russo scrive:

    Consiglio per chi è interessato ad investire in Azioni di comprare Campari, Cembre e Diasorin: di solito questi consigli li do a pagamento ma sono felice di condividerli con i followers di Semplifica.com.




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